Published On: Lun, Lug 23rd, 2012

Gcr: cave all’amianto, il no di Parma

Sulle cave all’amianto presenti in provincia di Parma si è ampiamente dibattuto e finalmente c’è un segnale confortante che arriva dall’amministrazione di Parma.

Finalmente qualcuno che ascolta i tanti allarmi che i cittadini e le associazioni come “Cave all’amianto no grazie” di Bardi e “Cave Le Predelle” di Borgotaro, sostenute in più occasioni anche da Gcr, hanno in questi anni reso noto, corroborati da studi e approfondimenti scientifici.

Nel nostro territorio ci sono ancora cave dalle quali si preleva l’ofiolite, una pietra verde facile da manipolare perché abbastanza “tenera” e quindi appetita per gli usi più disparati: massicciate ferroviarie, stradali, sottofondi, pietre da giardino.

Peccato che da tempo ci si sia accorti che l’ofiolite sia ricco di fibre di amianto, e che durante tutte le manipolazioni che subisce, ma anche durante il trasporto del materiale, rilasci in atmosfera quantitativi considerevoli di fibre pericolose per la salute.

L’amianto è ormai fuorilegge da tempo, eppure ancora è consentito prelevare ofiolite dalle cave, con la scusa dell’adozione di particolare protocolli (chi li segue non si sa) che dovrebbero garantire operatori, cittadini, destinatari.

Di fatto oggi queste operazioni portano ad una contaminazione estesa, che parte dall’estrazione nelle cave, con rischi per gli operatori e per i residenti nei pressi, e si trasferisce nel trasporto sui camion, che attraversano centri abitati, nella manipolazione delle pietre all’arrivo, e nel normale utilizzo e sfregamento che subiscono durante l’uso.

Il comune di Parma, per bocca dell’assessore Michele Alinovi, ha deciso di intervenire e di porsi a difesa della salute.

Provvederà a ridurre di molto (sarò dimezzato) il limite di concentrazione di fibre, in modo da rendere quasi impossibile l’utilizzo delle pietre verdi per poi introdurre nel Rue un vero e proprio divieto definitivo.

Quando la scienza scopre un pericolo insito nelle pratiche umane, sono queste ultime a dover essere modificate per poter ridurre il pericolo di ammalarsi e di far ammalare.

All’italiana invece di temporeggia, si procrastina, si finge, in attesa di non si sa quale momento opportuno ed adatto, per pronunciare la parola fine.

Chissà che davvero in piazza Garibaldi ora stia circolando aria nuova.

Noi ce lo auguriamo.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette