Published On: Lun, Lug 16th, 2012

Gcr: Iren incenerisce i fanghi o li spande in agricoltura?

Che Iren intenda bruciare i fanghi a Ugozzolo lo sapevamo di già, esattamente 50 mila tonnellate all’anno, da asciugare al calore dello stesso inceneritore prima di buttarglielo dentro.

Il totale per annata ammonta a 20 mila tonnellate di materiale secco.

http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/PAI-DEFINITIVO.pdf

Scopriamo però che nel frattempo Iren si dedica anche allo spandimento agronomico degli stessi. . E qualche domanda sorge spontanea.

E’ stata infatti aperta una gara per aggiudicare la gestione di 36 mila tonnellate di fanghi da depurazione provenienti dai depuratori di Parma e Reggio Emilia gestiti da Iren.

La gara è la numero 4553 (Cig 42340619A9) ed è datata al 30 giugno 2012 come giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue.

La gara rimarrà aperta fino al 30 agosto, mentre è fissata al 4 settembre l’apertura e valutazione delle offerte ricevute.

Il periodo di competenza è quello va dal 1° dicembre 2012 al 30 novembre del 2015, 36 mesi, 3 anni di spandimenti. Come detto le quantità sono stimate in 36 mila tonnellate all’anno per una necessità di terreni di 1500 ettari.

Il tutto per una base d’asta di 840 mila euro, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economica più vantaggiosa.

Ma se Iren aveva intenzione di bruciare tutto nel forno, come mai ora intende destinare quote consistenti di questa sostanza organica allo spandimento agronomico?

Sta forse ripensando il suo programma del prossimo futuro?

Si sta chiedendo se riuscirà a portare a termine il suo focoso programma?

Il cantiere di Ugozzolo è in fervore, ma il traguardo sembra tanto lontano.

La prescrizioni imposte dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, assommano a 57 punti che Iren deve ottemperare prima di poter pensare all’accensione del falò.

Uno fra i tanti descrive la piantumazione del boschetto mangia polveri, da mettere a dimora almeno un anno prima dell’accensione.

Il boschetto non ci risulta ancora completato visto che in certe parti a nord ci sono ancora lavorazioni che impediscono di fatto la posa degli arbusti.

Viene quindi spontaneo pensare che almeno fino all’estate 2013 il camino di Ugozzolo debba languire, in attesa di tempi maggiormente propizi.

Nel frattempo siamo sempre speranzosi che Iren provi a guardare avanti, e si immagini un futuro meno impattante per il territorio di Parma sposando la via del riciclo, abbracciando il business del recupero dei materiali, invece che del loro incenerimento.

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