Published On: Gio, Lug 12th, 2012

La Provincia e i “derivati”, un azzardo e ora il dietrofront?

di Diego Gustavo Remaggi

I dipendenti preoccupati per il proprio presidente che era pronto ad accingersi ad abbandonare la poltrona, ora staranno dormendo sonni tranquilli. Vincenzo Bernazzoli non ha vinto le elezioni comunali e sebbene gli spettasse un posto come consigliere all’interno del Municipio, ha declinato l’invito dichiarando di volersi dedicare al territorio, che “viene prima di tutto” e che intende “traghettare” in un periodo di cambiamento, per le province e per il Paese, di straordinaria importanza. Di anni, da trascorrere in piazzale della Pace, ne ha ancora due, quanto basta per tirare le fila di una terra sul cui futuro amministrativo non si hanno ancora le idee chiare dato che l’ombra della scure di Mario Monti e della sua spending review non cessa di incombere minacciosa. Insomma, passato il periodo nero del Pd parmigiano che tenta di risalire a galla con tutte le sue forze, la Provincia rimane saldamente sotto il controllo dell’uomo che venne sfidato da un impavido Pizzarotti in un testa a testa desueto e dagli esiti inimmaginabili, senza rimpasti di Giunta – finora -, e forse coi soliti vecchi problemi.

Eppure nell’opposizione si inizia a vedere Bernazzoli come ad un “uomo impaurito” su cui l’esito elettorale ha pesato e continua a pesare, segnando quasi un punto di stallo per la sua carriera politica, con l’ipotesi di un posto a Roma, se c’è mai stata, divenuta ormai poco più di una velleità. “Se prima si permetteva di essere quasi fin troppo autoritario – ci confida Simone Orlandini (Pdl) -, adesso deve fare i conti con tante situazioni a lui avverse”.

Un rimpasto di Giunta? Probabile, se ne era parlato e forse ora ci siamo quasi, qualcosa si muove e movimenterà i corridoi del palazzo.

C’è da chiarire una cosa, la Provincia non si trova realmente in un pozzo da cui risalire a fatica come il Comune, ma ha i suoi problemi, come tante amministrazioni più o meno virtuose. Il fatto è che ha scelto un modo di complicarsi la vita da cui adesso deve cercare di uscirne. “A leggere la determina del 26 giugno 2012 – scrivono congiuntamente Orlandini e Gianluca Armellini del gruppo consiliare Pdl -, si capisce che dopo le numerose interrogazioni che il Pdl ha depositato, anche la Provincia mette in dubbio la convenienza e sopratutto la trasparenza del contratto sui derivati stipulato con Monte Paschi”.

Secondo i consiglieri, nella determina in questione sarebbe espressamente scritto di “liquidare la somma di 341.579,20 euro a Banca Monte dei Paschi di Siena Spa con riserva di ripetizione ad esito dell’instaurando eventuale contenzioso”, un passo falso della Giunta Bernazzoli che evidenzierebbe i dubbi della stessa Amministrazione circa gli investimenti sui derivati. “Diciamo che se non è una chiara di mancanza di fiducia, è un chiaro mettere le mani avanti su un eventuale contenzioso – commentano i consiglieri -, sono anni che contestiamo questo contratto sui derivati, che in dieci anni se il trend delle perdite continuerà ad essere questo, porterà l’ente a perdere cinque milioni di euro, una montagna di denaro che invece di essere impegnata per le famiglie e per le imprese sarà versata nelle casse di una banca, e questo la dice lunga sull’attenzione prestata da questa amministrazione nell’oculatezza con cui spende i soldi dei cittadini”.

Il 30 marzo 2007 la Provincia ha ufficialmente proceduto, tramite determina dirigenziale, all’operazione di Interest Rate Swap con Collar della durata di anni 10, proposta da Monte dei Paschi di Siena, all’epoca proprietaria al 49% di Banca Monte Parma. Un investimento sbagliato, dicono in molti, che si protrarrà fino al 2017 e che, comunque, ha reso poco alla Provincia, tant’è vero che fino ad ora l’Amministrazione avrebbe perso centinaia di migliaia di euro fino ad arrivare, ad aprile, ad un ammontare di 2.249.940,10 euro – stando ad una interpellanza di Orlandini -, vedendo di semestre in semestre la situazione sempre meno rosea. Sei mesi fa però ci fu già una dura replica dell’assessore al Bilancio provinciale Roberto Zannoni che zittì l’allora candidato sindaco leghista Andrea Zorandi commentando: “Si tratta di un intervento di durata decennale e di prudente gestione del debito, atteso che la maggior parte dei mutui in essere hanno l’indicizzazione a tassi variabili e quindi determinano l’esposizione del bilancio della Provincia a cicliche oscillazioni dei tassi”. Meglio “aspettare il 2017 – termina Zannoni -, solo allora conosceremo il saldo complessivo dell’operazione”.

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