Nella sanità della nostra regione si prevede che 6.500 posti di lavoro, su 60.000 addetti (medici, infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari, ecc.) potrebbero essere persi a fronte della incomprensibile soppressione di ben 4000 posti letto degli attuali 20.000 (- 20%) con conseguenze incalcolabili che metteranno a rischio il diritto alla salute costituzionalmente garantito.

Sugli Enti Locali a causa dei mancati trasferimenti dallo Stato che si aggiungono a quelli delle precedenti manovre, si rischia di non poter più garantire i servizi ai cittadini, agli anziani e all’infanzia, nelle Funzioni Centrali invece i tagli lineari comporteranno una drastica riduzione degli organici del 20% per i dirigenti e del 10% dei dipendenti che in Emilia-Romagna si stima sulle 1000 unità, comportando ulteriori disagi per i cittadini.

Tutto questo è irrazionale e inaccettabile in un paese civile e democratico come il nostro, ma soprattutto in una regione come l’Emilia-Romagna che per cultura e tradizione si è sempre ispirata alla coesione sociale come fattore di sviluppo e di emancipazione delle donne e degli uomini che vivono, lavorano, producono in questa terra.

Per questo FP CGIL, UIL FPL, UIL PA e FLC CGIL saranno nelle piazze e davanti agli ospedali di tutti i territori dell’Emilia-Romagna e chiedono a tutti i lavoratori e ai cittadini, istituzioni e forze politiche di sostenere questa prima iniziativa e mobilitazione. É necessario mettere in campo tutte le energie per contrastare con la massima fermezza questa pericolosa deriva che il governo dei “tecnici” vuole ingiustamente imporre ai lavoratori, cittadini di questo Paese.

Comunicato Stampa

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