Published On: Ven, Lug 6th, 2012

Tagli alla sanità, 6500 posti in meno in regione, dura condanna della Cgil

Il taglio di 17 mld del Fondo Sanitario Nazionale che sta per calare come una mannaia sulla sanità della nostra regione, a cui si aggiungerà, in base al provvedimento di revisione della spesa pubblica, un ulteriore “risparmio” di 1 miliardo sul 2012 e di 2 miliardi nel 2013, rappresenta l’ennesima, e forse definitiva, stoccata alla sanità come servizio universalistico e accessibile a tutti.

CGIL, FP e SPI provinciali non possono che sentirsi fortemente allarmati dall’annuncio di un taglio di posti letto che su base regionale si aggira intorno alle 4mila unità (da 4,2 a 3,7 posti letto per mille abitanti) e che a Parma potrebbe comportare una riduzione del 12% dei ricoveri disponibili.

“Se sul territorio regionale, come è stato stimato, verranno tagliati circa 6500 dipendenti pubblici in sanità – spiega Sauro Salati, segretario generale della FP Cgil di Parma – è evidente che anche la nostra provincia subirà un impatto occupazionale significativo, nonostante la gestione virtuosa espressa dalle nostre aziende sanitarie”.

“Anche nel nostro territorio, che come tutta la regione ha rappresentato per lungo un’eccellenza su scala nazionale – rincara il segretario generale dello SPI Cgil di Parma, Paolo Bertoletti – rischiamo su questa strada di veder diminuire la prevenzione, allungarsi i tempi delle prestazioni, aumentare gli importi dei tickets. Tutti aspetti che risultano tanto più preoccupanti se si considera l’aumento della popolazione anziana anche nella nostra provincia”.

“Con questo e con altri simili provvedimenti del Governo – aggiunge Patrizia Maestri, segretaria generale CGIL Parma – si sta delineando un modello sociale legato ad un’idea di welfare minimale che lascia sempre più spazio ad una assistenza di tipo assicurativo e orientata al mercato privato, un modello che peserebbe negativamente soprattutto sulle fasce sociali più fragili. Il sindacato non è contrario a priori a forme di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e all’eliminazione degli sprechi nella pubblica amministrazione, ma i tagli lineari e indifferenziati che vengono prospettati vanno in un’altra direzione, contraria ai principi costituzionali. Per questi motivi la CGIL contrasterà queste misure”.

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