Published On: Mer, Set 5th, 2012

Anche gli chef possono diventare eco-friendly

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di Giorgia Fieni
Prima delle vacanze ci siamo lasciati con l’idea di un ristorante, quello australiano, completamente eco-compatibile. Non dobbiamo però pensare che solo dall’altra parte del mondo ci si sta muovendo in questa direzione. Anche in Italia ci sono chef che inventano pietanze con materie prime a km zero e di stagione e che addirittura coltivano orti per garantire ai propri clienti un’alimentazione totalmente naturale nonché un rispetto per l’ambiente. Vediamone alcuni esempi.
A Identità Naturali 2012 Pietro Zito ha cotto grano tenero, patate e carciofi in una tiella deposta sui carboni posti sotto terra, a richiamare una modalità tipica del passato dell’Alta Murgia. Pietro Leemann da anni persegue una filosofia di cucina completamente basata sul rispetto della natura: “La mia proposta al Joia è il riassunto della mia ricerca dove gli ingredienti della cucina mediterranea si incontrano con le culture del mondo, una scelta naturale e senza carne, una filosofia alimentare dove la natura viene accolta e rispettata in preparazioni che lasciano sempre trasparire la sue essenza, nel colore, nel gusto, nella consistenza, nell’arte della disposizione nel piatto”. Alice Delcourt sembra completamente d’accordo, dal momento che fuori dall’Erba Brusca c’è l’orto che le è di continua ispirazione per approntare piatti sempre stagionali e che viene annaffiato con l’acqua usata per lavare le verdure e fertilizzato con gli avanzi della cucina. Paola Budel fa lo stesso nel ristorante Venissa situato su un’isola in mezzo alla laguna veneta: “Quando si lavora con materie prime così buone, le verdure della nostra tenuta, il pesce dell’Alto Adriatico, è importante accostarle con attenzione, in modo che ogni sapore esalti l’altro, senza che nessuno sia penalizzato”.
Certo, siamo ancora lontani dall’esperienza compiuta in Australia, ma è un inizio…un ottimo inizio. E siccome gli chef determinano, consapevolmente o meno, i nostri futuri comportamenti alimentari in quanto capaci di “dettare mode gastronomiche”, è proprio da questi citati, e da altri loro colleghi che si avviano su questa strada, che dovremmo prendere esempio… Perché l’alimentazione sia un piacere e un beneficio, e non insalubre e fonte d’inquinamento.

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