Published On: Gio, Set 13th, 2012

ATTUALITA’ – Nuovi euroconflitti

di Carlo D’Aprile

Com’era prevedibile siamo ai ferri corti: la Banca Centrale Europea (BCE) da un lato e la Bundesbank (BB) dall’altro. E non c’è bisogno di essere economisti esperti per capire che l’accordo tra due poteri finanziari in conflitto sarà una conquista difficile.

La politica della BCE per il (si spera) definitivo rilancio dell’economia in Europa è quella di rifinanziare alcuni paesi dell’UE in difficoltà tramite l’acquisto illimitato dei loro titoli di stato (piano Draghi), una mossa che servirà a diminuire drasticamente i valori dello spread, l’indice che ci sta costringendo all’austerity.

Vero pomo della discordia è stato l’uso dell’aggettivo “illimitato”. Nei giorni antecedenti alla votazione, infatti, il capo della Banca Federale Tedesca Jens Wiedmann si è reso protagonista di numerosi attacchi al piano Draghi. All’Euro Tower, durante la votazione, il presidente della BCE ha dichiarato che “il voto non è stato unanime: c’è stata una voce di dissenso”, notizia poi confermata da un comunicato della BB. Una scelta inaspettata, in controtendenza, considerato che gli altri soggetti coinvolti, come FMI, Presidente del Parlamento Europeo e la stessa Merkel si sono espressi favorevolmente.

I motivi? In qualità di istituzione economica nazionale la BB difende gli interessi del suo popolo, parte del quale è convinto che il piano Draghi non solo avrà un poco incisivo effetto placebo, ma incoraggerà i Paesi in difficoltà a procrastinare le riforme, forti dell’aiuto, appunto “illimitato”, della BCE. In secondo luogo la BB conta fra i suoi maggiori sostenitori i partiti FPD (Freie Demokratische Partei) e CSU (Christlich-Soziale Union), ossia la frangia ultraconservatrice paranoiata da qualsiasi azione politica europeista, perfino dalle timide concessioni della Merkel, interpretate come strategie anti-tedesche. Per la prima volta, quindi, nel panorama politico del “paese più forte” si riaprono antiche fratture, riemerge un conflitto che già conosciamo, quello di un popolo spesso diviso tra europeisti solidali e puntigliosi conservatori.

Nonostante l’intransigenza tedesca, condita nella sostanza da accuse di mobbing e capricciose dimissioni, è difficile non condividere le ragioni di Weidmann: le situazioni finanziarie disastrate di paesi come Grecia, Spagna e Italia non possono essere sminuite.

La costruzione dell’Europa Unita passa attraverso una visione lunga, che è per forza difficile e ambiziosa. Non credo di esagerare quando penso che le ragioni fortemente interessate della Germania coincidano in realtà con le ragioni sulle quali va costruita una nuova etica politica ed economica di tutti paesi europei, soprattutto dal punto di vista amministrativo.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette