Published On: Mer, Set 5th, 2012

Dalla Provincia investiti 300mila euro per il lavoro e il tirocinio dei disabili psichici

Provincia e Ausl di Parma insieme per l’inserimento al lavoro dei disabili psichici. Lo sancisce un protocollo d’intesa siglato oggi in piazza della Pace, con il quale i due enti compiono un ulteriore importante passo nell’integrazione, e quindi nella promozione del benessere, di questi cittadini. Un accordo significativo innanzitutto proprio per l’oggetto: perché è incentrato su persone che per la loro disabilità incontrano le maggiori difficoltà nell’inserimento e hanno bisogno di percorsi più lunghi di avvicinamento al lavoro. “Quest’intesa è in piena coerenza con un impegno che da anni sosteniamo: per far sì che la nostra sia una comunità che sta insieme, che è coesa e che non abbandona chi è in difficoltà. Sul terreno dell’inserimento lavorativo – ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli – sono importantissimi i risultati che abbiano ottenuto per garantire ai disabili la possibilità di essere occupati: sappiamo che il lavoro è cittadinanza, è dignità, e in questo momento complesso, in cui per tutti siamo impegnati a fare il massimo, pensare anche ai più deboli è un segnale che mandiamo. Un segnale di attenzione, e di valori che non devono essere persi in un periodo di difficoltà”.“L’iniziativa rappresenta una grande conquista di civiltà, in un ambito in cui il nostro territorio vanta una lunga tradizione positiva: una fascia più ampia di utenti dei servizi di salute mentale ha ora l’opportunità di uscire da un percorso assistenziale per iniziare un tirocinio, in vista di un lavoro vero. Le differenze sociali non vengono stigmatizzate, ma valorizzate come risorse senza produrre disuguaglianze”, ha commentato il direttore generale dell’Ausl Massimo Fabi.

Nel corso degli ultimi anni, a partire dal 2008, il Sild della Provincia ha monitorato gli inserimenti lavorativi di persone con disagio psichico. Il risultato – stabile nel corso degli anni – è che circa 1/5 degli oltre 400 avviamenti lavorativi prodotti dal servizio ogni anno sono stati a vantaggio di queste persone. Ciononostante è chiaro che tra le persone con disabilità psichica vi è una fascia di utenti in carico ai servizi sanitari con patologie complesse, per i quali sono indispensabili percorsi fortemente individualizzati con azioni di preparazione all’inserimento, tutoraggio, formazione: è a loro che si rivolge questa iniziativa.Il progetto, della durata di 1 anno, è finanziato con 300.000 euroattraverso il Fondo regionale per l’occupazione delle persone disabili 2011-2013.

E’ indirizzato a favorire e preparare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità in carico al Dipartimento assistenziale integrato salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl, iscritte ai servizi del collocamento mirato (ex Legge 68/99) della Provincia di Parma.A loro si propone l’attivazione di tirocini formativi e di orientamento ad hoc, la cui durata può arrivare, come previsto dalle leggi in materia, fino ad un intero anno, rispetto ai tre mesi degli attuali tirocini formativi (10-12 ogni anno) organizzati per questa fascia di utenza.L’iniziativa riguarda tutto il territorio provinciale (sarà attivata in tutti i distretti socio-sanitari) e sarà caratterizzata da un monitoraggio puntale e capillare di ogni singolo percorso.Si prevede l’avvio di un numero minimo di 45 tirocini, distribuiti nei diversi distretti in numero tendenzialmente proporzionale rispetto all’utenza target.

“Questo mi sembra bel modo di lavorare insieme e di usare le risorse pubbliche. Un’opportunità grande, anche per le aziende del territorio, dal punto di vista valoriale. In un momento di difficoltà profonda queste sono risposte importanti, perché hanno anche un metodo importante alle spalle”, ha osservato l’assessore provinciale alle Politiche sociali, disabilità e pari opportunità Marcella Saccani.“I disabili psichici – ha spiegato l’assessore alla Formazione professionale e alle Politiche attive del lavoro Manuela Amoretti – incontrano molte più difficoltà di altri nell’inserimento al lavoro, e ce n’è una fascia, in carico ai servizi, che ne incontra ancora di più: è per loro, per chi ha le difficoltà più grandi, che è pensato questo intervento. Noi offriamo loro un’occasione per rafforzare la propria presenza sul lavoro attraverso tirocini formativi: un’occasione per intraprendere un cammino che possa sfociare in una maggiore possibilità di trovare lavoro, in una logica di personalizzazione dell’intervento”.

Fondamentale la collaborazione tra enti e servizi diversi, declinata in maniera puntuale dal protocollo: la Provincia coinvolge le strutture organizzative dell’Assessorato alla Formazione Professionale e alle Politiche Attive del Lavoro – Servizio Inserimento Lavorativo Disabili (Sild), di concerto con l’Assessorato Coordinamento Politiche Sociali, e l’Ausl di Parma il Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (Dai-Smdp).“Mentre per i casi più gravi sostengo da tempo il diritto al non lavoro, per quelli di minore complessità patologica questa iniziativa offre un supporto efficace a condurre una vita normale. Sono circa 12.500 gli utenti complessivi dei servizi del dipartimento: i percorsi di integrazione, tanto scolastica o in questo caso lavorativa, sono un supporto fondamentale per la riabilitazione e la cura”, ha osservato il direttore del Dipartimento assistenziale integrato Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’AuslPietro Pellegrini.

Molta soddisfazione anche da parte di Rossella Cocconi, direttore dell’Unità operativa di riabilitazione del Dipartimento: “Si tratta di un’opportunità importantissima per un numero importante di persone”, ha detto, sottolineando che “negli ultimi anni il lavoro fatto con la Provincia è stato impagabile: per i risultati raggiunti e per la facilità di rapporti”.Provincia e Azienda Usl svilupperanno le azioni per l’inserimento, il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità psichica attraverso  l’utilizzo dei “Tavoli operativi distrettuali” (Tod),grazie ai quali periodicamente gli operatori dei servizi per il lavoro si confrontano con i colleghi dei servizi sociali dei comuni e dell’Azienda Usl, analizzando casi concreti e concordando le decisioni necessarie per l’inserimento lavorativo dell’utenza comune.


Il protocollo: gli impegni di Provincia e Ausl
L’Azienda Usl – Dai-Smdp, dopo aver individuato nell’ambito dei Tavoli operativi distrettuali gli utenti che presentano caratteristiche adatte: promuove l’iniziativa; individua il contesto lavorativo nel quale inserire la persona disabile, acquisendo la disponibilità di aziende profit o no profit (soggette o non soggette all’obbligo di assunzione di cui alla L 68/99) e/o Enti pubblici, e la specifica indicazione, da parte del datore di lavoro, del profilo professionale per il quale s’intende attivare il programma; attiva i tirocini formativi  e di orientamento; svolge un lavoro di accompagnamento e monitoraggio durante tutto il percorso attraverso incontri individuali o, in caso di necessità, di gruppo con le famiglie degli utenti inseriti; predispone momenti di osservazione diretta nelle sedi lavorative.

La Provincia, attraverso il SILD: mette a disposizione le informazioni utili alla individuazione e gestione dei tirocini e alla ricerca del contesto aziendale; coordina i percorsi  con le altre opportunità, promosse  attraverso il Fondo regionale disabili, relative alla responsabilità sociale delle imprese, agli incentivi per imprese, alle cooperative sociali B e associazioni di volontariato, ai corsi di formazione professionale; collabora nell’accompagnamento e nel monitoraggio del percorso attivato.


I tirocini: caratteristiche principali
I tirocini che verranno attivati hanno una durata ordinaria di 12 mesi e prevedono: la copertura assicurativa relativa sia alla responsabilità civile sia agli infortuni sul lavoro – Inail; un rimborso orario di 3,10 euro alla persona in tirocinio formativo per tutto il periodo dell’inserimento; un rimborso forfettario onnicomprensivo di 2.000 euro al soggetto ospitante per l’intera attività di tutoraggio in caso di durata di un anno, e proporzionalmente ridotto in caso di durata inferiore.

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