Published On: Ven, Set 7th, 2012

Gcr: Delrio si crede onnipotente? Iren non ha bisogno di aiuti

Il sindaco di Reggio Emilia si è presentato ieri nella sua nuove veste multifunzione. Poliziotto, giudice, avvocato, magistrato, insomma la quintessenza della sapienza a 360 gradi. Sul forno di Ugozzolo non ha dubbi, se hanno sbagliato non lo hanno fatto apposta, quindi perdonate loro, perché non sapevano quello che facevano.

Intanto che c’era ha indossato anche i panni dell’opinione pubblica: se sequestrassero il cantiere, dice, guai a pensare già alla colpevolezza, sarebbe una cosa fuori dal mondo, un peccato mortale. Il Primo di Reggio non intende intervenire sul lavoro dei giudici (lasciamoli tranquilli), ma per dare una mano redige già la sentenza: assoluzione con formula piena.

Sa già per certo che non ci siano abusi, di nessun genere, e non azzardiamoci a parlare di reati penali, perché se qualche peccatuccio c’è stato, si tratta solo di interpretazioni. La sviolinata di Delrio pro Iren è incisa in rete, chiunque si può gustare il turbinio di note:

http://www.parmadaily.it/Service/Allegati2/2012/delrio_vieroindagato_integrale.mp3

Ma rimane sullo sfondo la difficoltà a tradurre in frasi coerenti i mille quesiti che si aggirano attorno al progetto dell’inceneritore. Notiamo un furioso rincorrersi di stampelle a sostegno di Iren, che dovrebbe altresì essere in grado di ergersi da sola a difesa dei propri interessi. Prima il presidente provinciale Bernazzoli, schieratosi in tribunale a fianco della multiutility, oggi il sindaco reggiano a tessere le lodi di tutto il creato.

Vien da pensare che dove non può la verità, possa il partito. L’inceneritore ha il sigillo del Pd fin dalla sua nascita ed ora il partito, vecchio o nuovo tanto è lo stesso, si pone a difesa del camino fino alle ultime conseguenze, anche se si mette in gioco l’alleanza di centro sinistra fino là in regione.

Eppure basterebbe poco a fare chiarezza, senza troppi giri di parole. Spiegare ai cittadini perché dovrebbero pagare l’80% in più a smaltire i loro rifiuti a un tiro di schioppo da casa: che illustrassero una buona volta quale giustificazione ci sta sotto e come mai ci hanno riempito le orecchie del gingle contrario, accendiamolo e risparmierete.

Invece silenzio su tutta la linea.

Poi sarebbe importante rispettare finalmente la delibera del consiglio comunale 45 del 2006: massima trasparenza su tutto e verso tutti. Aprire i cassetti e farne uscire il piano economico finanziario è così difficile? Cosa ci sarà mai scritto dentro?

Infine come mai ad un certo punto hanno deciso di non chiedere il permesso a costruire e non pagare gli oneri di urbanizzazione al comune di Parma?

La lista sarebbe lunghissima, ma intanto partendo da questi tre temi si potrebbe cominciare quell’opera di chiarificazione a cui invece è stata demandata la magistratura, che alla fine di un assalto costante di esposti sul progetto dell’inceneritore, ha messo il naso dentro la vicenda, e in queste ore sta domandando il nulla osta per proseguire e concludere il lavoro.

COMUNICATO STAMPA.

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