Published On: Lun, Set 10th, 2012

Gcr: Necessario e urgente far luce sull’inceneritore di Parma

L’amministrazione delegato di Iren Andrea Viero è dunque ufficialmente indagato dalla Procura di Parma per abuso d’ufficio, in merito all’affidamento a Hera della progettazione dell’inceneritore di Ugozzolo.

Un appalto da oltre 5 milioni di euro, che in barba alle norme comunitarie (ed alla delibera del consiglio comunale 45 del 2006) fu affidato da Iren a Hera, con un curioso favore al concorrente in regione.

Non siamo quindi davanti a discutibili interpretazioni di leggi, come sostengono a gran voce Viero, Delrio, Bernazzoli e compagnia cantante, ma ad un vero e proprio illecito che ha violato la norma che prevede concorrenza e gara pubblica per affidamenti che superano la spesa di 4.845.000 euro, come aveva sottolineato anche la Commissione Europea con la costituzione di messa in mora firmata da Michel Barnier il 25 novembre 2011.

La norma intende garantire la libera concorrenza e garantire il miglior prezzo a parità di qualità.

Una corretta impostazione, visto che queste spese di fatto si riverberano sulle tariffe dei cittadini, attraverso il pagamento della raccolta e smaltimento dei loro rifiuti.

La richiesta di sequestro inoltrata al Gip dai procuratori della repubblica Laguardia e Licci contiene questo ed altro, come l’abuso edilizio derivato dalla mancata richiesta del permesso a costruire, reato penale che non viene intaccato dalla sentenza del Tar favorevole a Iren.

Il piatto è ricco, circostanziato, costruito con pazienza sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, che ha passato al setaccio tutta la vicenda del Pai, riscontrando diverse irregolarità.

Viero ne esce molto male, guidando una società che ha scommesso sull’inceneritore di Parma ora in bilico, una società sull’orlo del fallimento per errori strategici della guida, una società che ancora non mette in discussione la sua figura di amministratore, tra l’altro già condannato dalla Corte dei Conti per la gestione in Friuli durante l’amministrazione Illy.

Ora la pratica è sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli.

La città attende un segnale di chiarezza.

Ci si aspetta che dopo tutti questi anni di silenzi, coperture, finzioni, menzogne, sia data la possibilità all’opinione pubblica di prendere possesso della verità sul progetto dell’inceneritore.

E’ per questo che non si capirebbe un diniego al prosieguo delle indagini.

Rimarrebbe nell’aria una nebbia fastidiosa e persistente, che darebbe ulteriore peso ai dubbi e alla tante domande che tutti si pongono.

La necessaria chiarificazione dovrebbe essere considerata importante anche per la stessa Iren, in modo da poter dimostrare la propria linearità sul campo, senza temere che si possano chiarire tutte le zone fin qui oscure.

La vicenda di Parma è ora anche all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale.

L’inceneritore di Ugozzolo è uscito, per sempre, dall’ambito locale, assumendo i contorni di uno dei temi centrali del prossimo confronto elettorale di primavera.

Possiamo permetterci di soffocare tutto ora?

Possiamo permetterci di glissare sulla richiesta di verità che sale dai cittadini, che oggi si sentono presi in giro dalla società, dagli enti locali, dai politici, da tutti quelli che in qualche maniera hanno avuto a che fare con la vicenda dell’inceneritore?

Da Parma sale oggi un appello che tocca aspetti importanti della vita dell’intera Nazione.

La necessaria verità e trasparenza su interessi pubblici che toccano direttamente la salute e i portafogli dei cittadini come la gestione dei rifiuti, e poi dell’acqua, dei servizi in genere.

Possiamo far finta di nulla?

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette