Published On: Mer, Set 5th, 2012

Gcr: per l’inceneritore siamo ai titoli di coda?

Tra il frastuono delle lingue, la scalata al camino del forno inceneritore è infine giunta al termine.
Dal pinnacolo più alto la procura di Parma ha potuto dare uno sguardo d’insieme, cogliendo il caos che regnava, ma che dai piani inferiori era difficile notare.
E’ da lassù, grazie al lavoro paziente della Guardia di Finanza (finiremo mai di dir loro grazie?) i pm hanno cominciato a riscrivere l’intero libro, partendo da anni ormai dimenticati dai più.
Ora il pubblico ministero chiede di poter metter mano al canovaccio e giungere alla pubblicazione ufficiale dell’opera, quelle pagine che racconteranno finalmente il vero volto del Pai.
Ora la parola è del giudice per le indagini preliminari (Gip), che deve esprimersi sulle richieste della procura, e noi speriamo che si consente di fare piena luce, per non lasciare zone d’ombra, che sarebbero ormai incomprensibili.
La torre di Babele di Ugozzolo è fatta di enti, amministratori, dirigenti, società, appalti e appaltanti, ragionieri e contabili, un turbinio di atti che fino ad un certo punto della storia pareva andare diritto allo scopo, quell’accensione entro fine anno così agognata dalla multitutility.
C’era un piano, fin qui funzionante, che aveva permesso di condurre avanti senza intoppi il progetto, e nonostante i mille linguaggi assordanti e discordanti, su tutto regnava un ordine costruito sulla comunione di intenti tra gli enti locali, corroborata dal passaggio quasi silente del progetto, come un veliero fantasma che nonostante la possente stazza ci sfila di fronte, in perfetta assenza di suoni.
Siamo stati partecipi dei mille piccoli coni di luci che ogni tanto si riuscivano ad orientare nella direzione di Ugozzolo, senz’altro aiutati dalla stampa che ha seguito con attenzione le piccole azioni di buona volontà, diventate grandi nel tempo, maturate con molto sudore della fronte.
Oggi siamo giunti all’apice, ai titoli di coda.
Dell’inceneritore di Parma ne parla la stampa nazionale, anche la prima pagina sul Fatto Quotidiano, così come i giornali economici seguono da vicino le vicenda di una società quotata in Borsa, gravata da debiti miliardari, a rischio di ulteriore caduta con la richiesta di sequestro del cantiere di Ugozzolo.
Ed è stata la Rai stessa a portare per prima la notizia della richiesta di sequestro.
Da Bologna un parmigiano doc (fidentino, a dir la verità) è stato l’artefice dello scoop sul forno inceneritore e l’istanza di stop. Luca Ponzi si è poi ripetuto con i nomi degli indagati, da buon giornalista, memore della lunga esperienza in redazione alla Gazzetta di Parma e forse anche spinto dalla sua passione per i misteri e i gialli lungo la via Emilia.
Ora c’è un ultimo appassionante segreto, in via di soluzione, basta non bloccare il lavoro degli inquirenti.

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