Published On: Ven, Set 14th, 2012

Il contratto di Iren per la gestione rifiuti scade il 3 ottobre, il commento del GCR

Il 3 ottobre 2012, tra una manciata di giorni, scadrà il contratto di gestione dei rifiuti in essere tra Iren (Amps alla data della sottoscrizione) e Ato2 di Parma, in pratica la maggior parte del territorio parmense. L’analisi delle carte curato per il comune di Parma dall’ingegner Paolo Rabitti ha portato a queste conclusioni, comunicate ad Atersir, nuovo ente che gestisce a livello regionale il servizio rifiuti.

La notizia è un vero e proprio tsumani che irrompe nella vicenda del cantiere di Ugozzolo. La scadenza repentina del contratto mette Iren nelle condizioni di non poter più gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti del territorio parmense, senza che prima non sia stata avviata apposita gara pubblica per raccogliere le offerte delle aziende interessate.

La legge regionale del 1999 prevedeva infatti che i neonati ambiti territoriali (Ato) provvedessero entro 18 mesi dalla loro costituzione, all’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, affidamento che non poteva superare i 10 anni. L’Ato di Parma si è costituito il 3 aprile del 2001. Da quella data contiamo 18 mesi entro i quali affidare il servizio, 3 dicembre 2002. Poi 10 anni, la durata massima del contratto, per arrivare quindi data del 3 ottobre 2012. Non certo il 2014 come recita il contratto tra Enia e Ato2.

Iren è così in bilico, non avendo più la titolarità di alcun contratto di affidamento e il nuovo ente regionale Atersir, insieme alla regione, dovranno provvedere ad indire una nuova gara, i cui risultati non sono scontati. Lo scenario che si apre da ottobre è davvero a 360 gradi, visto che i comuni si ritroveranno liberi da vincoli di destinazione dei rifiuti e potranno, finalmente, conferire a chi propone la tariffa migliore. Se ne vanno alle ortiche quindi i preventivi di lauti introiti che la multiutility con base a Torino aveva indicato nel suo planning economico per la gestione del Paip di Parma, che prevedevano una tariffa di oltre 168 euro la tonnellata, superiori anche del 50% rispetto alle altre tariffe applicate in regione. Ora si potrà anche pensare di affidare i rifiuti residui ad impianti anche meno costosi di quelli regionali come quello di Brescia, che tratta lo smaltimento sotto i 100 euro la tonnellata. Una bella boccata di ossigeno per tutti i comuni del parmense vista la magra stagione di bilanci alla canna del gas. Una brutta stangata per Iren. Con gli enti locali liberi da vincoli, ora sarà il miglior offerente a vincere la gara, come è corretto che sia.

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