Published On: Mar, Set 25th, 2012

L’EDITORIALE – Quello che mi fa incazzare

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di Marcello Valentino

Quello che mi fa incazzare in Italia è lo spreco enorme dei soldi degli italiani. Quello che mi fa incazzare sono questi politici che hanno dato e danno soldi nostri a tutti quelli che li hanno chiesti fottendosene degli italiani. Vedi Fiat, ma come Fiat tanti altri hanno usufruito di soldi pubblici, anche Alcoa ecc… I ladri vanno sempre d’accordo con i ladri: ruba tu che rubo anch’io. Ora, a 2mila miliardi di debiti, ci fermeremo o daremo altri soldi alla Fiat? E perché? E questo chi lo decide, i soliti politici? Chi vuole la guerra, alla lunga l’avrà. Ma quello che mi fa incazzare più di tutto è questa indifferenza generale su quello che succede. Tutti i politici, dico tutti ma proprio tutti, sono lì a succhiare il sangue degli italiani e gli italiani, come intorbiditi, fermi a subire questo salasso. Io non ci sto più a subire. La mia disobbedienza civile è già in atto. Basta pagare. Appena una zanzara verrà per succhiarmi altro sangue, l’ammazzerò. Perché devo dare altro sangue a chi lo sperpera alla faccia di tutto? Se voi non siete d’accordo affari vostri. Io mi chiamo fuori: d’ora in avanti sarò un fuorilegge. Ma poi mi chiedo: fuorilegge? Di quali leggi visto che nessuno le osserva? I giudici a Parma le osservano? Da quello che vedo sembra proprio di no. Con tutto quello che succede nei tribunali c’è da stare poco tranquilli. Tutti cercano sponde ma poi, se la giustizia fosse mai stata vera giustizia, avremmo questa politica e questi politici? Come minimo sarebbero tutti in galera, per sfruttamento di un popolo incapace di intendere e di volere. Io mi tiro fuori, non mi identifico più in questo popolo, non voglio più fare parte del popolo. Il genio italico che pervade questa nazione è immobile, incapace di spazzare via questa politica sanguisuga e si adagia moribondo per farsi finire. Ma quando poi questo banchetto finirà, cosa rimarrà dell’Italia? Cosa rimarrà da mangiare? Forse un’orda di barbari spazzerà via tutto e le parole non serviranno più. Fermate questa politica finché si è in tempo. Fermatevi finché siete in tempo, fate qualcosa di nuovo perché quello che è nuovo non fa niente di nuovo. Renzi si è messo d’accordo con Bersani: si combatte finché non mi siedo anch’io. Grillo cerca disperatamente una poltrona. Quelli di Parma che l’hanno già trovata non possono fare nulla, anzi, qualcosa cercano di farla: gli scec. Avete capito bene? Gli scec. Ma un’ideuzza più nuova, no? Per esempio: i Wir. Esistono dal 1934. Ammazza oh, che idea! Ma dico io, se uno ha bisogno di una “casa”, se la compra con gli scec? Assessore Casa, ci vuole qualcosa in più degli scec. Sforziamoci un po’. Non è che uno si rompe dopo appena tre mesi e la butta lì: “Facciamo gli scec” e risolviamo i problemi. “Mi pulisco con gli scec: evviva!”. Evviva il commercio! Evviva i commercianti! Stasera mangio gli scec. Ma mi faccia il piacere, diceva Totò. Cambiano le facce, non cambiano le cose. Il potere resta e i soldi comandano. Bisogna far qualcosa perché chi ha il potere e i soldi deve avere veramente paura di perdere tutto e allora forse qualcosa cambierà. Ciao sindaco, comincia a bussare alle porte delle banche che devono tanti soldi al Comune. E con gli scec paga casa e pagatevi gli stipendi. In Italia senza soldi non ti cantano più neanche la messa.

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