Published On: Gio, Set 27th, 2012

L’esilio inifinito degli ex-boxisti della Ghiaia

di Brunella Arena

“Noi ci rendiamo conto che al momento la giunta e il sindaco hanno altri problemi da risolvere e  non pretendiamo soluzioni, ma almeno che ci sia un dialogo, che ci dicano se hanno o meno intenzione di fare qualcosa”: sono tutti molto comprensivi ed elastici con l’amministrazione Pizzarotti visto il momento delicato e il breve periodo da cui sono alla guida della città. Tra gli altri, anche Stefano Mozzoni, vice presidente del consorzio dei boxisti/casettisti, per intenderci, i commercianti che prima erano in piazza Ghiaia e adesso sono stati spostati nelle casette, appunto, in piazzale della Pace. Ci sono arrivati per starci un “anno e mezzo, massimo due”, sono ancora lì, e questo è il loro settimo anno.

Signor Mozzoni, la motivazione con cui vi hanno allontanato dalla Ghiaia qual è stata?
Che eravamo i responsabili del degrado e della scarsa attrattività della Piazza, anche i commercianti e i residenti del posto si sono lamentati al punto da raccogliere le firme per farci andare via. E’ curioso poi come ci volessero spostare di lì anche per limitare i banchi degli indiani e dei cinesi che stavano prendendo piede e adesso in Ghiaia a queste stesse persone abbiano affittato dei locali ad uso commerciale. Evidentemente l’amministrazione precedente aveva intenzione di fare una Ghiaia di èlite e “non era decoroso vendere mutande a 5 euro in centro a Parma”, come Elvio ha sottolineato. Non mi pare ci siano riusciti.

Trasferirvi qui era l’unica soluzione possibile?
In realtà le soluzioni erano tre, trasferirci qui; commutare le licenze in bisettimanali, cioè quelle del mercato; restituire la licenza in cambio di 25mila euro, fino a un massimo di 41mila, pagati dal comune, o da altre parti. Il risultato è che ognuno ha scelto la soluzione più consona alla propria situazione e da 74 box siamo rimasti, più o meno, in 30.

E dopo due anni siete ancora qui.
Sì, in casette pensate per vendere la torta fritta e non per essere esercizi commerciali, le modifiche come l’allungamento del tetto, le abbiamo pagate noi, i climatizzatori per l’estate e il riscaldamento per l’inverno li abbiamo comprati noi e non servono neanche a molto visto che d’estate soffriamo il freddo e d’estate patiamo il caldo. Ognuno di noi ha speso, più o meno, 6mila euro per sistemare le casette e renderle idonee e dal comune non è arrivato il minimo aiuto, naturalmente non parlo di questa amministrazione, e non ci dicono nemmeno cosa ne sarà di noi. Qui il commercio e il passaggio di persone è molto ridotto rispetto alla Ghiaia e gli affari ne risentono, noi con questo lavoro ci viviamo.

Ma la motivazione per cui non potete rientrare in Ghiaia, adesso che i lavori sono finiti?
Non ce l’hanno mai detto, ci rispondono solo che lo spazio non c’è, che è a discrezione del proprietario che è Bonatti, per 40 anni.

Nella mattinata di lunedì 24 settembre c’è stato un incontro con l’assessore al commercio e alle attività produttive, Cristiano Casa, che ha sottolineato come al momento il comune abbia determinate priorità e una situazione non facile da affrontare, non che la condizione dei boxisti non sia importante ma le necessità sono altre. Fermo restando che la situazione dei commercianti di piazzale della Pace è già al vaglio delle autorità, non resta che aspettare.

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