Published On: Gio, Set 13th, 2012

L’INTERVISTA – Dall’Olio (Pd): “Vogliamo Collaborare per l’interesse della città”

di Diego Gustavo Remaggi

Il capogruppo del Pd, Nicola Dall’Olio ci racconta dei problemi del suo partito, del Comune, di ambiente e su Villani dice: “Uno che vive coi soldi dei contribuenti deve dimettersi!”

Iniziamo a parlare del suo partito (Pd) a poche ore dalla conclusione della festa cittadina, si è conclusa positivamente?

No. Va rivista, non c’era tempo per farlo, visto che sono appena stati rinnovati i vertici, ma bisogna rilanciarla, avvicinandola di più alla città e alle persone, sia come luoghi sia come modalità organizzative. Ci sono stati dei dibattiti di alto livello che purtroppo non hanno avuto l’adeguato risalto e riscontro in termini di persone. Ad esempio c’è stato un dibattito sul fallimento della città (perché di questo bisogna anche parlare) con interventi di professori universitari, di imprenditori, dei sindacati, dibattito che è stato troppo poco seguito e a cui è stato dato troppo poco spazio, cui bisogna sicuramente ripensare.

Subito una domanda piccante, abbiamo visto il rinnovamento con Mantelli e Rossi, perché non lei?

Io sono capogruppo in consiglio comunale, non posso accumulare troppi ruoli, devo anche lavorare! (sorride) Penso che per fare bene il capogruppo ci voglia già molto tempo, quindi le segreterie adesso inizieranno a dare la loro impronta a partire da settembre, sono appena entrare in carica e verrano ufficializzate adesso. Il cambio di corso lo vederemo in questi mesi.

La frattura nel Movimento 5 stelle a livello regionale e nazionale…ne vogliamo parlare?

No, aspetta, rimanendo nel Pd ci sono ancora persone che non hanno ben realizzato quello che è successo e che quindi non stanno aiutando nel rinnovamento, che deve essere forte e di grande discontinuità con il passato. Non può essere semplicemente un cambio di volti. Ci vuole un cambio radicale del modo di immaginare il partito e di come si manifesta, delle persone, delle modalità di dibattito interne, di elaborazione politica e ci vuole una spinta di rinnovamento che deve essere a livello locale ma soprattuto regionale e nazionale. Purtroppo a livello locale ci sono ancora fortissime resistenze. Bisogna lavorare perché si dia attuazione corso a ciò che gli elettori hanno detto nell’ultima tornata. Il risultato è stato molto chiaro. Adesso bisogna essere decisi e determinati superando le discrepanze interne, il rischio è di perdere ulteriore elettorato in città e nel Paese.

La non elezione di Bernazzoli ha segnato quindi una spaccatura così profonda?

Certifica il fatto che una certa stagione è finita e deve essere chiusa per sempre. Non porta da nessuna parte, solo a perdere molti elettori e perdere comuni che abbiamo in provincia. Abbiamo perso una decina di comuni e 30mila elettori in città, questo è il risultato, questi sono i numeri. É la certificazione di qualcosa che non va e deve essere cambiato, nelle modalità di approccio e nelle scelte delle persone.

E su Montechiarugolo? Vuole replicare a Villani?

É una bufala enorme. Prima di tutto dovrà rispondere il comune di Montechiarugolo, ma è una partecipazione ad un bando e quindi non è nemmeno stata finanziata e con l’intervento di Villani può essere che quei soldi non arrivino mai. Per quanto mi riguarda, la mia partecipazione è a titolo non oneroso, come ho già fatto in passato in qualità di esperto. Sono già stato a più di 150 proiezioni del film “Il suolo minacciato” senza nessuna retribuzione. Sono già stato a Montechiarugolo sia in veste di autore del film, sia in veste di dipendente della provincia. É una accusa totalmente infondata, rispondere sempre ad uno che vive, in un momento di crisi, con i soldi dei contribuenti (per quanto riguarda lo stipendio di consigliere regionale e vicepresidente di Iren, senza alcuna competenza industriale e altre cariche in altre società), è totalmente ridicolo. Secondo me Villani dovrebbe iniziare a dimettersi.

Anche Gcr ha chiesto a Villani di dimettersi, lei pensa che ormai Caffagnini e “soci” abbiano una valenza politica eccedente?

É nei fatti. Il vicesindaco e l’assessore all’ambiente sono parte di loro. La maschera è calata da tempo. Loro non hanno capito che finché si è “comitato” si possono fare determinate cose, quando si diventa “amministratori”, le modalità di azione sono ben diverse.

La minoranza in materia di ambiente come si pone?

Gcr però non è amministrazione, ha una valenza ma non è un’autorità, finora l’Amministrazione comunale, a parte grandi dichiarazioni sull’inceneritore, non ha fatto granché, possiamo ragionare solo su quello che c’è scritto nel programma, che, per principi generali – soprattutto circa la sostenibilità -, può anche essere condivisibile, però poi bisogna attuarli e possono essere più o meno efficaci o inclusivi.

Mi sembra evidente che stia parlando dell’inceneritore.

Sull’inceneritore la posizione del gruppo consigliare è stata chiara, il discorso è che adesso loro, non trovando una soluzione, se la prendono con l’opposizione. Dicono che non li lasciamo lavorare o non collaboriamo. Ma sono loro al governo, sono loro che hanno detto che non faranno partire il forno. Per noi è un’opera pressoché finita e sarebbe, non avendo alcun impianto di smaltimento rifiuti e a partire dal 2013 non potendo più portarli a Reggio Emilia, un’idea suicida pensare di farne a meno.

Quali sono, escluso l’inceneritore, le priorità in materia ambientale?

Sono quelle legate alla mobilità con ricadute sulla qualità dell’aria. A Milano ad esempio hanno fatto il “car pricing”, una modalità di ingresso per ridurre il traffico, nel programma a 5 Stelle non se ne parla nemmeno. Bisogna promuovere la mobilità elettrica e riqualificare gli edifici, cosa che si può fare solo con un’amministrazione forte e capace di coinvolgere anche le forze economiche e gli istituti di credito per fare un nuovo patto di sviluppo della città. Bisogna cercare i finanziamenti, ad esempio quelli messi a disposizione dallo Stato con il Decreto Sviluppo (in consiglio comunale nessuno dell’amministrazione ne parla), facendo anche una diversa pressione fiscale su chi fa interventi sull’esistente rispetto a quelli che costruiscono sul nuovo.

L’ultimo consiglio comunale è di Luglio. Tutti questi rinvii sono uno sintomo di debolezza della attuale maggioranza?

É un chiaro ed evidente sintomo di inadeguatezza ad affrontare i problemi concreti della città e ad agire. La situazione è difficile, sicuramente hanno ereditato una pesante situazione debitoria e cantieri lasciati a metà, su questo stiamo dimenticando chi sono i responsabili. Bisognerebbe non solo puntare il dito contro i 5 Stelle, ma fare anche un bilancio di ciò che è stato delle precedenti amministrazioni, di una città che è ormai sull’orlo del fallimento. É colpa della crisi internazionale ma anche di una cattiva gestione a livello locale. Ci sono state sicuramente responsabilità politiche a vari livelli che ormai non hanno più ragione di nascondersi dietro questa amministrazione. Tra l’altro non c’erano delibere da discutere quindi siamo stati anche noi a dire che il Consiglio poteva anche essere rimandato.

Speranze per il futuro e prossime mosse Pd?

Parma deve riuscire, prima di tutto, a mettere in sicurezza i conti della città e iniziare a risolvere, ci vorranno anni, tutti i problemi lasciati aperti dalla precedente amministrazione. I bilanci sono al primo posto.

Il forno non vi interessa?

Non è al primo posto, anzi! Rischia di peggiorare questa situazione. Ecco la colpa grave di questa Amministrazione! La soluzione di questa difficoltà espone il Comune ad ulteriori rischi e a ulteriori pagamenti che potranno essere risarcimenti danni come già è stato fatto per lo stop dello scorso anno. Affidarsi a soluzioni legali è certificare la propria incapacità di risolvere questioni politiche e di governo. L’inceneritore non può che essere una spada di Damocle pendente su una situazione già estremamente critica. É chiaro che ci deve essere un’assuzione di responsabilità da parte di tutte le forze economiche della città, l’Amministrazione comunale non basta.

Il Teatro Regio…l’uscita delle fondazioni è sintomo del fatto che i poteri forti non vadano d’accordo con Pizzarotti?

Si può leggere in due modi: da una parte l’incapacità della guida comunale di tenere insieme vari soggetti, dall’altra la voglia di cambiare un sistema che ha prodotto sinora debiti, una situazione drammatica di cui sono corresponsabili chi era all’interno del Cda e che l’ha sempre avvallata. A me sembra che ci sia la difesa di uno status quo che invece dovrebbe essere totalmente cambiato.

Le sue conclusioni?

Noi vogliamo collaborare per l’interesse della città, per il Regio, tagliare gli sprechi, dare una gestione sana e corretta con bilanci veritieri, che non siano a vantaggio di nessuno, avere una produzione artistica di rilievo che non si fermi solo all’opera ma che tenda ad aprire il teatro il numero di giorni più alto possibili, non solo 50 all’anno

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