Published On: Gio, Ott 4th, 2012

A Parma c’è “Emporio”: pane e cultura contro la povertà

di Diego Gustavo Remaggi

Esiste a Parma un progetto che mira a combattere la povertà. Sarebbe bello poter dire che gli intenti siano stati seguiti da un completo successo, ma la realtà, come sempre, è ben diversa. Eppure decine di associazioni, due anni fa, si sono riunite per dar vita ad Emporio, un market, uno spazio, un luogo in cui “dire, fare, creare comunità”.

Attraverso l’integrazione ed il coordinamento di competenze, di esperienze, di risorse, di idee e persone le associazioni promotrici hanno costruito un progetto con le caratteristiche di servizio integrato di accoglienza per le famiglie più disagiate della città, dove a fianco della fornitura di beni di base vi sono spazi e tempi dedicati alla cooperazione con i servizi socio-assistenziali pubblici e privati e alla costruzione di relazioni e legami interpersonali.

Il risultato, fino ad oggi, è un aiuto quasi giornaliero per almeno 700 famiglie di Parma e provincia, un aiuto basato prima di tutto sull’ascolto e sulla comprensione delle varie situazioni sociali e poi sulla distribuzione, gratuita, e in totale autonomia, di cibo, oggetti per la casa, libri per bambini, strumenti per l’igiene personale e per l’abbigliamento, il tutto bilanciato da un piccolo controvalore in punti, assegnati a seconda del reddito, che in una grande percentuale di casi è pari allo zero.

I parmigiani, i migranti, tutti i cittadini che si sono trovati a non riuscire ad arrivare a fine mese hanno trovato in Emporio un luogo in cui poter avere una nuova speranza per tirare avanti, in attesa di tempi migliori, di un lavoro, di una salute ritrovata, ma hanno trovato un anche un luogo in cui poter creare realmente una nuova comunità, accantonando credenze religiose e politiche, fondando un nuovo tipo di welfare, basato, prima di tutto, sulla multiculturalità.

Non è un caso che siano “parte” di Emporio, famiglie provenienti da decine di paesi diversi: europei, africani, asiatici, sudamericani, quasi a riunire un piccolo mondo colto dall’urgenza di dover sopravvivere alla crisi, parte di un emergenza sociale che i numerosi volontari tentano energicamente di combattere.

Emporio però non è “solo pane”. Già lo scorso anno i volontari e i dirigenti del progetto sono riusciti ad organizzare un piccolo spazio destinato a saziare anche la fame di lettura dei giovani ospiti: una libreria per bambini (“Books for children”), in cui poter leggere, sgualcire, acquistare – sempre con un controvalore in punti – tantissimi colorati volumi donati e scelti proprio per loro con la collaborazione di diverse case editrici e di un’importante multinazionale.

Quest’anno, la scorsa settimana, è stato possibile realizzare una nuova idea: quella di una scatola in cui poter riporre la “spesa”, riutilizzabile più volte, progettata e colorata dai bravissimi studenti dell’Istituto d’arte Toschi. Con decine di possibili disegni, le famiglie hanno espresso il loro voto e la scatola più votata è stata prodotta e regalata ad Emporio in 6mila pezzi. Jacopo Cavalli è stato il giovane studente il cui disegno ha raccolto i favori delle famiglie ed è stato premiato per aver dato forma e colori alla “dream box”, la scatola dei sogni: “Uno scrigno nel quale poter riporre beni materiali e immateriali – ha esordito Roberto Berselli, presidente di Centoperuno, Onlus che fa capo ad Emporio -. Una scatola che riesce a contenere non solo olio, pasta, zucchero, ma anche e soprattutto ascolto, amicizia, condivisione, rispetto. Beni che le oltre 1.500 famiglie che ci chiedono aiuto – ha sottolineato Berselli -, potranno sempre trovare e che dipendono dalla generosità di Parma e dei suoi cittadini, delle istituzioni e delle fondazioni pubbliche e private che ci sostengono”. Nella solita occasione, le famiglie votanti hanno regalato ai ragazzi del Toschi, ai volontari e a tutti i presenti, assaggi di piatti tipici delle culture di provenienza, dalla pizza al cous cous alle squisite pietanze del Magreb, cucinati con i prodotti recuperati proprio all’interno del market. C’è stato anche spazio per la musica e il canto di Yumi, una volontaria, che sulle arie di Verdi ha deliziato tutti i presenti.

Al momento sono numerose le aziende che appoggiano Emporio nella sua quotidiana lotta all’indigenza e nel suo volersi affermare come alternativa laica all’aiuto che già altri enti religiosi ormai storici distribuiscono in città, ma non sono mai abbastanza. Il numero delle famiglie in attesa di essere aiutate cresce sempre più, così come quello delle tessere che – dopo un anno di market – vengono sospese per alcuni mesi per far spazio a nuovi beneficiari.

Ci sono molte cose da cambiare, progetti, idee, aiuti che fanno di Emporio non solo un luogo in cui fare la spesa, ma anche un posto in cui potersi informare e incontrare per creare una comunità pronta ad affrontare il futuro, in cui – si spera – ci sia sempre meno fame e più voglia di sogni.

www. emporioparma.org

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