Published On: Lun, Ott 22nd, 2012

Aria di primarie, Bizzi (Pd): “Ecco il mio sostegno a Bersani”

“Credo nelle primarie, scommetto sul Partito Democratico, scelgo Pierluigi Bersani. Non faccio deleghe in bianco, scelgo un “noi”. Quel “noi” che potrà permetterci di superare definitivamente le illusioni della stagione del berlusconismo, basata sull’enfasi della leadership solitaria, su un’idea di società fatta di individui, sul liberismo come motore dello sviluppo.

Il programma e l’approccio di Bersani garantiscono che se diventerà presidente del consiglio non ripercorreremo queste strade. Tra le sue dieci parole per cambiare l’Italia, ci sono tre capisaldi: il lavoro, il sapere, i beni comuni. In queste dimensioni c’è tutta la vita delle persone e il futuro di una collettività. Chiara anche l’ottica con cui affrontare le scelte che attendono il nostro Paese, espressa nella parola uguaglianza: “significa guardare la società con gli occhi degli ultimi”.

E’ guardando a chi da questa crisi è stato più colpito che potremmo uscirne senza ripercorrere le logiche che l’hanno generata. In quest’ottica la cosiddetta agenda Monti è da superare, scegliendo una strada riformista nel metodo e insieme radicale nell’idealità, che abbia nella giustizia sociale il cuore della crescita. La solidità culturale e personale di Bersani e la competenza unita alla capacità di innovazione, che ha già dimostrato nel governo Prodi, sono una garanzia.

La strada da percorrere nasce dalla nuova sintesi tra le storie culturali e politiche che hanno dato vita al Partito Democratico: la socialdemocrazia, l’ambientalismo, il cattolicesimo democratico. Io, che provengo da quest’ultima storia, scommetto ancora sulla fecondità di un incontro che deve ancora dare appieno i suoi frutti, ma che sono convinto rappresenti l’unica speranza per una democrazia bipolare compiuta. In politica, come negli altri ambiti della vita, sono la contaminazione e anche il conflitto tra le differenze e non il loro annullamento (la loro rottamazione) che può fare procedere una storia che non sia solo una successione di personalismi, che abbia una prospettiva più lunga di un insieme di ’”adesso!”. E’ in questo modo, costruttivo, critico e comunitario, che ho sempre vissuto la mia appartenenza al Pd.

Le primarie, che il Partito Democratico ha introdotto nella democrazia italiana, sono una grande possibilità di dibattito e partecipazione. Le ho sempre sostenute e difese, a livello nazionale come nelle ultime amministrative di Parma. Il merito di questo passaggio democratico va al contributo di tutti i competitori e in particolare di Bersani, che ha scelto di rinunciare ad esser l’unico candidato del Pd, come lo statuto gli avrebbe permesso, perché il confronto fosse più aperto e capace di offrire al centrosinistra il candidato premier più condiviso e competitivo. Anche lo stile è una garanzia”.

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