Published On: Gio, Ott 4th, 2012

ATTUALITA’ – Berlino contro Roma: storia di due diverse visioni

di Carlo D’Aprile

Dalle colonne del Wall Street Journal l’editorialista Simon Nixon affronta un problema legato alle differenze di visione politico-economica presenti sul territorio europeo. Da settimane gli occhi del mondo sono puntati sulla Spagna e sul programma di rifinanziamento delle banche tramite l’accesso al credito ai fondi europei. Ma la questione spagnola anima un dibattito di lunga durata i cui protagonisti assoluti sono Italia e Germania.

Secondo Berlino la risposta è chiara: il fondo salva stati deve essere l’ultima risorsa, da richiedere solo se strettamente necessario. Questo in parte perché bisognerà procedere con un fastidioso voto del Bundestag e in parte perché il governo tedesco teme che non appena la Spagna avrà richiesto gli aiuti, le attenzioni speculative si rivolgeranno verso altri paesi, Italia inclusa, alimentando quel senso d’insicurezza della stessa Unione Europea.

Dall’altra parte, Roma sostiene che, in termini economici, la posizione dell’Italia è molto più vicino alla Germania che alla Spagna. L’attuale valore elevato di spread fra i bund tedeschi e i bond italiani è da ritenersi infatti distorto rispetto la situazione economica reale, viste le forti azioni impopolari compiute per portare al pareggio di bilancio nel 2013 e considerando che l’Italia è nelle più alte posizioni della classifica dei paesi che importano e soprattutto esportano. Cosa ancor più importante, l’Italia non ha bisogno di crediti: è stato calcolato che il patrimonio totale fra banche e capitale privato si attesta sui 9 trilioni di euro. Touché!

Ma l’economia italiana soffre di una mancanza di sostegno da parte di investitori stranieri che rischiano di minare la sua posizione competitiva e le aziende italiane devono prendere in prestito denaro a tassi molto più elevati rispetto ai concorrenti d’oltralpe, che godono di tassi agevolati, e tutto questo a causa di carenze nella costruzione della zona euro.

In queste circostanze la BCE ha riconosciuto la propria responsabilità e ha affrontato le carenze di sistema della politica monetaria accettando di creare l’ESM. Ciò significa che l’Europa ha ora il suo “bazooka”, anche se la parola definitiva spetta proprio al Bundestag, sollevando così dubbi sul fatto che sarà mai licenziato dal parlamento tedesco.

Ecco perché dal nostro punto di vista è essenziale che la Spagna chieda aiuto: bisogna testare la funzionalità di questo nuovo strumento di salvataggio.
L’Italia, come la Spagna, ha accettato tutte le condizioni necessarie per consentire alla BCE di adempiere i propri obblighi di una banca centrale, e ritiene che Berlino abbia il dovere morale di smetterla con questa linea d’intransigenza.

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