Published On: Mer, Ott 10th, 2012

ATTUALITA’ – Finalmente ESM

di Carlo D’Aprile

Dopo l’inizio della crisi del debito i diciassette ministri delle finanze della zona euro hanno avuto poche occasioni per festeggiare. Lunedì si sono incontrati a Lussemburgo per ratificare definitivamente il meccanismo europeo di stabilità (ESM). E, anche se non scorreva champagne, i ministri hanno avuto la sensazione di aver realizzato qualcosa di concreto. Tuttavia con cauto ottimismo.

Con una capacità di prestito di cinquecento miliardi di euro, l’ESM è la più grande arma di salvataggio monetaria. Una “pietra miliare”, ha detto il nuovo capo del fondo, Klaus Regling, dopo la prima sessione del Consiglio dei governatori, composto dai ministri delle finanze dei paesi della zona euro.

Il fondo di salvataggio permanente è uno dei motivi per cui ultimamente è tornata una certa calma sui mercati finanziari: per i broker della borsa la festa sta finendo, soprattutto in seguito all’annuncio da parte della Banca Centrale Europea dell’acquisto illimitato dei titoli di stato dei paesi in crisi.

Questa doppia assicurazione contro l’insolvenza sovrana dà ai soccorritori dell’euro un po’ di spazio per respirare.

Per il Consiglio la prossima questione da risolvere è il salvataggio delle banche da parte dell’ESM: secondo i ministri delle finanze di Germania, Finlandia e Olanda, le banche che sono in difficoltà non possono aumentare la liquidità tramite l’ESM, di competenza delle autorità nazionali. Questa dura presa di posizione ha creato un’onda di polemiche in Spagna, Irlanda e Cipro, i cui governi non sembrano in grado di far fronte alle emergenze finanziarie.

Eppure al summit di giugno i leader dell’UE sembravano favorevoli a questa eventualità, Germania a parte (guarda a caso, che per le pressioni interne dei partiti conservatori CDU e FDP aveva mostrato la sua solita linea d’intransigenza). Per il momento Spagna e Irlanda affermano di essere sollevate dal salvataggio delle banche, ma molti sono del parere che i due paesi metteranno presto le loro finanze pubbliche sotto controllo.

Della questione se ne occuperà il presidente dell’Eurogruppo Junker, ma solo dopo l’esito della visita in Grecia della Troika, che nel frattempo ha chiesto al popolo ellenico, per i prossimi due anni, ulteriori risparmi per un totale di circa tredici miliardi di euro. Una misura indigesta per un paese le cui casse saranno vuote tra poco meno di un mese.

Intanto in Spagna, il premier Rajoy medita di chiedere un anticipo di credito alla BCE per acquistare titoli di Stato spagnoli e spingere al ribasso i tassi d’interesse, anche se le imminenti elezioni regionali in Galizia lo stanno facendo temporeggiare.

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