Published On: Gio, Ott 11th, 2012

FOCUS – Parma e “la paura del diverso” – La posizione dell’Idv

di Brunella Arena

Anche l’Italia dei Valori ha fatto sentire la propria voce in merito a quanto accaduto per bocca di Andrea Casale.

Qual è la posizione dell’IdV in merito a quanto successo?
Si può rispondere con una domanda: cosa c’è di male in una moschea? Cosa c’è di male se il venerdì a mezzogiorno un nutrito gruppo di musulmani si reca nello stesso posto per pregare? La posizione dell’IDV è in difesa delle libertà personali di pensiero e di fede, così come sancito del resto dalla nostra Costituzione agli articoli 3 e 18. Andrei oltre ora la vicenda isolata di questi studenti che hanno rifiutato di andare in Via Campanini.

Nuove generazioni che, apparentemente, convivono con ragazzi di altre etnie e in realtà rifiutano il contatto diretto, caso isolato o specchio dei tempi e della città?
Purtroppo questo episodio è soltanto la punta dell’iceberg, come lo era stato il caso Bonsu. Casi d’intolleranza si verificano quotidianamente anche se non sono sempre così eclatanti: si passa dallo studente africano al quale viene negato il lavoro perché non è parmigiano alla signora sull’autobus che si alza e cambia posto se affianco a lei si siede un magrebino. Sono episodi frequenti ma con questo non voglio dire che Parma sia una città razzista o che lo siano i parmigiani perché sarebbe falso e ingiurioso. Parma è una città aperta e pronta ad accettare la sfida dell’interculturalità anche se qualche volta può accadere qualcosa di spiacevole così come, purtroppo, può accadere anche in contesti cosmopoliti come quello di Parigi, tanto per fare un esempio.

Cito da un vostro comunicato, riguardo l’atteggiamento degli studenti: “sicuramente inculcatogli dalle precedenti politiche locali e nazionali in termini d’integrazione e interculturalità”.. non è un po’ eccessivo? e poi, mi permetto di ricordarle, che il centro islamico di Parma c’era già nel 2007, era Vignali.
Negare la presenza del Centro Islamico sarebbe stato anticostituzionale, Vignali ha semplicemente garantito un diritto minimo, senza dimenticare che tutto è stato realizzato a spese dei fedeli e non del Comune, com’era giusto che fosse, intendiamoci. Ma nulla è stato fatto perché il tono del dibattito sull’immigrazione e sull’interculturalità venisse abbassato e, punto cardine del discorso, si è sempre pensato alle questioni d’immigrazione e diversità esclusivamente come questioni strettamente connesse alla criminalità, binomio che non può essere accettato così in toto ma che merita piuttosto un’analisi sociologica più approfondita.

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