Published On: Ven, Ott 12th, 2012

Il rumore del lutto, torna la rassegna dedicata al tema della morte

Il sogno come tempo dell’essere. Che non segue le lancette del fare, ma s’immerge nel sempre-esistente. Il sogno come spazio della consapevolezza. Lontano dalle strette vie dell’azione, ma nell’ampio cuore della presenza. Proprio al sogno, inteso come opportunità di comprensione e trasformazione, sarà dedicata la sesta edizione della manifestazione “Il rumore del lutto”, che si svolgerà a Parma dal 31 ottobre al 3 novembre 2012.

Prima rassegna culturale in Italia a indagare un tema così complesso, delicato e – nelle società occidentali – ancora tabù, come quello della morte, l’iniziativa è nata nella città emiliana nel 2007 da un’idea di Maria Angela Gelati, storica contemporaneista e studiosa di tanatologia (disciplina che analizza la morte e il morire sotto più punti di vista), e Marco Pipitone, dj, giornalista musicale e fotografo. Un format originale e di successo che, nel tempo, ha ispirato manifestazioni analoghe in altre città italiane.

Anche quest’anno la rassegna offrirà, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Parma e il contributo di Ade Servizi – Onoranze Funebri (main sponsor), Davoli Music Center e Sogni e Dintorni, una modalità alternativa per vivere i giorni che il calendario cristiano dedica alla memoria dei defunti. Tredici eventi in quattro giornate, per educare culturalmente alla morte e, dunque, alla vita, fuori dai confini del cimitero, in luoghi significativi della “città dei vivi”, attraverso un profondo dialogo tra diverse modalità d’espressione artistica e culturale.

«Il Rumore del Lutto rappresenta un progetto serio, una traccia di aiuto per tutta la cittadinanza, un momento di crescita per scoprire, in modo nuovo, il proprio rapporto con se stessi, con gli altri e con la vita», afferma Enrico Calestani, amministratore unico di Ade Servizi-Onoranze Funebri. «Offre l’opportunità di una crescita personale, culturale e sociale. E noi, come Società del Comune di Parma, riteniamo sia importante far crescere la collettività, affrontando una delle verità dell’esperienza umana: il distacco, benché così poco trattato o discusso che lo si evita, è una situazione che fa parte della vita e che riguarda ognuno di noi».

Nel Novecento, l’allontanamento della minaccia di morte, per fame, malattia o guerra, ha portato a rimuovere l’ineluttabilità di questo evento, con conseguenze dolorose, come la solitudine del morente, lo sconforto dei familiari, il disagio degli operatori e il senso di abbandono di chi è in lutto. Se, da un lato, la negazione della morte ha portato a cercare appagamento nelle cose esteriori, sperando che potessero donare una felicità duratura e allontanare il fantasma della fine, dall’altro, la realizzazione che queste non possono soddisfare il profondo anelito a “qualcosa di più”, ha fatto del sogno, inteso come visione interiore, una strada per accettare i continui mutamenti della vita, tra cui la morte. È in questo sogno, infatti, che si può riuscire a vedere oltre quello che spesso scegliamo di non vedere, aprendoci alla verità nascosta della nostra morte e rendendo l’assenza di chi ci ha lasciato una più viva presenza. «Il tema del sogno – affermano gli ideatori e curatori della rassegna, Maria Angela Gelati e Marco Pipitone – costituisce il tentativo di creare uno spazio e un tempo al quale l’uomo possa pensare al di là del suo limite di vita, progettando nuovi orizzonti e ampie dimensioni di appagamento, in cui dare senso alla propria biografia, prolungando le linee del suo operare».

Tanti gli appuntamenti che saranno proposti durante la manifestazione. Da una mostra fotografica sul viaggio a uno spettacolo teatrale per bambini sul sogno. Dal piantare un albero per chi non c’è più alla presentazione di un libro sulla memoria. Da un seminario sull’aspetto spirituale e psicologico del sogno a una riflessione sul raccontare la perdita.

Tutti gli eventi in programma, esclusi gli appuntamenti teatrali, saranno a ingresso gratuito.

Per ulteriori informazioni: www.ilrumoredellutto.com

info@ilrumoredellutto.com

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