Published On: Mer, Ott 24th, 2012

La pizza: alcune regole per non ingrassare

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di Elisa Cardinali
La domanda più frequente che i pazienti mi rivolgono quando decidono di mettersi a dieta è se durante la settimana possono permettersi una pizza che, forse ancora più della pasta,  rimane il piatto più diffuso sulle nostre tavole e a cui difficilmente si riesce a rinunciare. Da un punto di vista calorico l’introito è notevole: circa 900 calorie per una semplice margherita farcita con pomodoro e mozzarella contro le 600 calorie di un pasto completo composto da un primo di pasta, un secondo di carne o pesce, un contorno di verdure, un po’ di pane e frutta. Se poi aggiungiamo la classica birra e il dolce a fine pasto ecco che arriviamo intorno alle 1500 calorie, quasi l’apporto giornaliero calorico di una persona. Tuttavia, ancor più delle calorie, di questo piatto  diventa fondamentale analizzare la sua composizione che è completamente sbilanciata verso i grassi e soprattutto verso i carboidrati. Per riequilibrarla e per evitare picchi glicemici che sono la causa di sovrappeso e diabete esistono alcuni stratagemmi.  Primo tra tutti la scelta del gusto: è inutile aggiungere altri carboidrati a questo piatto, per cui  farciture come le classiche verdure grigliate, le patate, gli spinaci, i pomodorin sono assolutamente da evitare se stiamo seguendo un regime alimentare finalizzato al dimagrimento. Più opportuno sarebbe aggiungere alla pizza un po’ di proteine che consentono di tenere a bada gli zuccheri nel sangue: quindi via libera a gusti tipo frutti di mare, prosciutto cotto o crudo, tonno, bresaola, uova, doppia mozzarella, salmone. Se poi, quando la mangiamo, ci concentriamo sulla parte centrale, che è quella più farcita di proteine, anziché sul bordo, ovvero la parte maggiormente “zeppa” di carboidrati, riusciremo a riequilibrare al meglio il nostro pasto. Uno stratagemma utile è iniziare con un antipasto proteico, come ad esempio un’insalata di mare, per poi magari  dividere la pizza a metà con il  compagno o  con l’amica. Altri inconvenienti riguardano il lievito, la farina ed il tipo di grasso utilizzato nella preparazione: spesso l’impasto non è stato fatto lievitare a sufficienza e può causare fastidiosi “brontolii notturni”. Inoltre la farina utilizzata è bianca in quanto privata di quelle fibre che consentono di assimilare meno zuccheri e carboidrati durante il pasto. In questo caso la scelta migliore sarebbe puntare su una pizza preparata con farina integrale anche se non è proprio facile trovare pizzerie che la preparano. Infine spesso, al posto dell’olio, viene utilizzato lo strutto  un  grasso saturo che danneggia cuore, arterie e cervello.

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