Published On: Mer, Ott 17th, 2012

L’Ocse studia la Provincia di Parma

Indagare il cambiamento delle Province negli ultimi dieci anni, con l’intento di capirne l’evoluzione e il ruolo giocato nello sviluppo territoriale a partire da un focus sulle politiche dello sviluppo rurale. E’ questa la finalità di una indagine che l’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, sta portando avanti insieme all’Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea), un approfondimento sul lavoro di queste istituzioni locali che viene svolto in un momento cruciale della loro vita: in Italia si procede con il riordino e in altri Paesi sta crescendo l’interesse per gli enti intermedi.

Il gruppo di ricercatori che stanno conducendo lo studio, guidato da Betty-Ann Bryce policy analyst dell’Ocse, accompagnata da Franco Mantino responsabile sviluppo rurale di Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e da membri dello staff dell’istituto, ha compiuto – ieri e oggi – nella sede dell’Ente di Piazzale della Pace una visita studio di due giorni mirata ad approfondire il lavoro svolto con i protagonisti della programmazione e gestione degli interventi, oltre a analizzare le relazioni della Provincia con i diversi attori locali coinvolti. “Siamo stati scelti come una delle sei sedi campione prese a esempio per lo studio – spiega il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari Insieme ai dirigenti dei settori coinvolti abbiamo approfondito il percorso virtuoso che attorno alle politiche di sviluppo rurale si è costruito in questi anni entrando nel merito delle attività e della capacità di programmazione e concertazione dimostrata sul campo dalla Provincia di Parma. In questi due giorni è emerso con evidenza – continua Ferrari come questo lavoro che ci abbia permesso di convogliare e programmare risorse finanziare, organizzative e umane a servizio dello sviluppo locale agendo come un “imprenditore istituzionale” per cogliere le opportunità offerte dalla programmazione europea, nazionale e regionale.

Molti i temi discussi: il ruolo della Provincia come cerniera fra il territorio e i livelli di governo superiore e le modalità con cui concretamente questo ruolo è stato svolto nella nostra specifica realtà. Le opportunità e i problemi emersi nell’evoluzione istituzionale nel corso dell’ultimo decennio.Nella due giorni i ricercatori hanno svolto 3 focus group. Nel primo con gli amministratori e i dirigenti della Provincia, si sono approfonditi gli aspetti relativi alle funzioni della Provincia e la loro evoluzione, il grado di autonomia, i rapporti con Regione ed enti locali, il funzionamento interno, il bilancio, l’utilizzo dei fondi strutturali europei.Al secondo focus group hanno invece partecipato i partner pubblici e privati della Provincia di Parma nella governance locale per lo sviluppo rurale ovvero responsabili delle Comunità montane, Parchi, Soprip spa, associazioni di categoria Camera di Commercio, Upi, Cna, associazioni agricole. Il terzo è stato specifico sul progetto di Distretto del pomodoro scelto come best practice da approfondire.Oltre a Parma entrano nella ricerca Ocse le Province di Grosseto, Ancona, Belluno, Benevento, Catania.

Il progetto

L’indagine, finanziata dal Mipaaf in attuazione del protocollo d’intesa con l’Unione delle Province Italiane (UPI), è incentrata sulla valutazione delle politiche e esperienze realizzate con i fondi comunitari.
L’esperienza di questi ultimi anni ha messo in evidenza come i soggetti locali, in particolare Province, Comuni, Comunità montane e Enti Parco, abbiano cercato di integrare le differenti fonti di finanziamento, con risultati in qualche caso interessanti, che dimostrano come una forte capacità progettuale e relazionale a livello locale possa giocare un ruolo decisivo, condizionando il successo stesso delle politiche. Sono stati individuati sei casi studio – Province di Parma, Belluno, Ancona, Grosseto, Catania e Benevento – identificati sulla base di specifici criteri, che oltre alla rappresentatività geografica, tengono in considerazione alcuni aspetti:

  • la progettualità locale, compresa la capacità di varare iniziative in grado di coinvolgere più settori d’intervento e di includere le nuove sfide lanciate dall’Health Check (cambiamenti climatici, gestione delle risorse idriche, energie rinnovabili, ristrutturazione del settore lattiero-caseario, banda larga);
  • la presenza di forti elementi di dinamismo istituzionale ed economico, tali da consentire di superare la perifericità dell’area rispetto al contesto regionale;
  • l’esigenza di comparare realtà diverse tra loro per risorse utilizzate (fondi comunitari, nazionali, regionali e locali), livello di sviluppo e interazione urbano-rurale.

Dal punto di vista metodologico, l’indagine si basa su una serie di interviste effettuate a livello locale con rappresentanti delle istituzioni locali, delle organizzazioni di categoria e di altri operatori privati. Dopo la prima fase di ricognizione sulle politiche comunitarie, nazionali e regionali attuate nel contesto provinciale, ora si è passati alla verifica sul campo dei processi di programmazione e gestione dei programmi di intervento, attraverso specifici focus group incentrati sulle relazioni della Provincia con i diversi attori locali coinvolti nella programmazione e gestione delle politiche.

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