Presa di posizione della segretaria generale Cgil di Parma sulla legge anticorruzione:

“Ancora una volta pagella negativa per il governo Monti, che dopo averci imposto in nome della stabilità di bilancio provvedimenti pesantissimi e iniqui – dalla riforma delle pensioni a quella del mercato del lavoro, dal fiscal compact alla legge di stabilità – dà ora il via libera, dopo mesi e mesi di equilibrismi e aggiustamenti al ribasso – ad una legge anticorruzione che pare eufemistico definire all’acqua di rose.

Ancora una volta, in stridente contrasto con le varie e pressanti esortazioni nazionali e internazionali a mettere finalmente un freno alla corruzione dilagante e all’illegalità, vera zavorra della nostra asfissiata economia, la montagna partorisce un topolino con una legge che risulta molto al di sotto delle aspettative minime.

Rimangono senza risposte i nodi che più interessano il mondo del lavoro, a partire dal falso in bilancio, che rappresenta, come è risaputo, lo strumento principale attraverso cui si praticano corruzione, tangenti e infiltrazioni. Un vuoto che si aggiunge alla mancanza di vincoli di incandidabilità e ineleggibilità per chi ha commesso reati penali, tanto più oltraggioso se si considera che restano irrisolti praticamente tutti i più pesanti problemi di legalità, con particolare riferimento al contrasto da tutti auspicato alla lievitazione incontrollata dei costi della politica e del sistema delle amministrazioni pubbliche nel suo complesso. Un sistema che ha dimostrato quanto sia profonda e radicata la collusione con l’illegalità e quanto sia labile il senso etico di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica.

Di fronte a questo ennesimo beffa, non resta che auspicare – sommessamente – che la politica batta finalmente un colpo”.

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