Published On: Lun, Ott 1st, 2012

Obesity Week: a ottobre una Settimana per la Prevenzione dell’Obesità

Nel mondo, 1,46 miliardi di adulti è in sovrappeso, 297 milioni di donne e 205 milioni di uomini. Nel Vecchio Continente, il tasso di obesità è raddoppiato in 20 anni, con la metà degli europei adulti e un bambino su sette afflitti dai chili di troppo. Lo sconfortante “bollettino” sul fronte dell’eccesso di peso, delineato da studi e rapporti internazionali, richiede un’inversione di rotta. Per suggerire soluzioni al maggior problema di salute dei Paesi industrializzati, a Parmada martedì 2 ottobre a domenica 14,  si svolgerà l’OBESITY WEEK che chiamerà a raccolta esperti di molte discipline, impegnati in incontri, convegni e momenti scientifici e divulgativi sullo scottante tema. Proprio nella capitale della Food Valley, punto di riferimento mondiale per l’alimentazione, la V Settimana per la Prevenzione dell’Obesità e per un corretto Stile di Vita analizzerà tutti gli aspetti del cibo, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico, sociale, culturale e religioso, allo scopo di dare risposte adeguate, anche se probabilmente non sufficienti, a un fenomeno le cui dimensioni stanno dilagando.

“Il tema dell’obesità – ha spiegato l’assessore al Welfare Laura Rossi – è significativo non solo dal punto di vista sanitario ma anche sociale. In particolare l’obesità infantile, fortemente in aumento negli ultimi anni, è una problematica strettamente intrecciata ad altri aspetti culturali e sociali sui quali è importante intervenire.

Educare i bambini ad un atteggiamento corretto nei confronti del cibo e del movimento fisico deve essere una priorità sia nell’ambito delle scuole che delle famiglie. Vista la gravità di conseguenze cui porta il sovrappeso, in ambito sanitario ma anche in quello relazionale, occorre che il problema venga affrontato attraverso una sinergie di forze e attori diversi”.

Per sensibilizzare le persone ai vantaggi di una dieta equilibrata, contro il sovrappeso e le patologie croniche ad esso collegate, come diabete, cancro, malattie respiratorie e cardiovascolari, il solo giorno all’anno, previsto dall’evento nazionale Obesity Day, potrebbe non garantire risultati apprezzabili. In questa ottica, dal 2008, il professor Leone Arsenio, già responsabile della struttura Malattie del Ricambio e Diabetologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha pensato di prolungare per una settimana intera, nella Sua città, l’appuntamento sull’alimentazione equilibrata e consapevole. «Bisogna incoraggiare tutti, in particolare i bambini dai sei ai 12 anni, ad adottare abitudini più sane, non solo a tavola», spiega l’ideatore di Obesity Week, «Ad esempio, soltanto un bambino europeo su cinque pratica una costante attività fisica, con una netta riduzione verso gli 11 anni. Secondo i principi di economia sanitaria, a cui si ispira la nostra iniziativa, per la prevenzione dell’obesità, soprattutto infantile, servono strategie basate sugli interventi multipli, piuttosto che sulle azioni individuali, per cui gli approcci devono riguardare diversi settori, compresi quelli dell’industria e dei media».

Il consumo di zucchero triplicato in 50 anni; l’abbandono diffuso della Dieta Mediterranea; la sedentarietà come regola di vita; l’abuso di calorie vuote e di grassi “non buoni”: sono alcuni dei fattori negativi che hanno portato all’attuale esercito di individui in sovrappeso e che la quinta edizione di Obesity Week, a Parma, cercherà di arginare con metodi mirati e aggiornati, come conferma il professor Arsenio: «Le politiche di prevenzione dell’obesità, che si ritiene possano generare sostanziali guadagni di salute per una popolazione, potendosi ripagare da sole in modo totale, attraverso future riduzioni della spesa sanitaria, sono: 1) strategie di comunicazione e di informazione volte a migliorare la consapevolezza della popolazione riguardo ai benefici di un’alimentazione sana e di una regolare attività fisica; 2) misure fiscali per determinare, da un lato, l’aumento dei prezzi dei cibi con ingredienti non salutari e, dall’altro, ridurre il costo di alimenti salubri, ricchi di fibre; in proposito, secondo l’Università della California a San Francisco (Usa), il consumo di zucchero dovrebbe essere regolamentato per mezzo di una tassa ad hoc e già Danimarca e Ungheria hanno tassato i grassi saturi e la Francia i soft drink; 3) normative atte a potenziare l’informazione nutrizionale o a limitare il mercato degli alimenti non salutari per i bambini».

Per raggiungere l’obiettivo stabilito, gli organizzatori di Obesity Week, il professor Arsenio e la Casa editrice Mattioli1885, stanno predisponendo un “nutrito” programma, che affronterà la questione del sovrappeso anche in ambiti non comuni,  portando all’attenzione di tutti rapporti e intrecci tra cibo e altri fatti dell’esistenza, come “obesità e sonno”, “alimentazione e bioetica” e “dieta, proteine e attività fisica”.

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