Published On: Mer, Ott 3rd, 2012

FOCUS – Spip, genesi di un debito annunciato

di Brunella Arena

Genesi di un debito annunciato. Se il caso S.P.I.P. fosse un film il titolo potrebbe essere appropriato. Almeno stando alle dichiarazioni e ai dati presentati dalla commissione Audit sul debito pubblico che ha fatto il punto sulla vicenda e per arrivare alla conclusione, o meglio per mettere la cittadinanza al corrente, che “il debito S.P.I.P.” era sotto gli occhi di tutti nel momento stesso in cui prendeva forma. Con tanto di nomi, date, passaggi e società non al limite della legalità, un passo più in là.

Nato nel ’75 come società senza scopo di lucro per permettere alle industrie già esistenti sul suolo parmigiano di spostarsi in un’area più consona e più attrezzata, il primo nucleo di S.P.I.P., “fino ai primi anni del 2000 registra un bilancio sano e si mantiene produttivo, dal 2005/06 in poi iniziano le acquisizioni anomale che porteranno man mano all’indebitamento e i movimento poco chiari sono legati alla nascita delle aree denominate S.P.I.P. 2 e S.P.I.P. 3”, a parlare è Paolo Scarpa, membro della commissione Audit. Scarpa spiega come l’area 3 sia nata per richiesta della stessa S.P.I.P. che nel 2006 chiede di espandersi su una superficie di 900mila mq per la costruzione di nuove aree produttive. Ma per modificare la destinazione d’uso di quei terreni da “zone agricole” a “zone per insediamenti artigianali e produttivi” c’era bisogno di una richiesta di mercato. E prontamente arrivano 81 “manifestazioni di interesse” da parte di aziende parmigiane che garantiscono l’ampliamento dell’area esistente e quindi la nascita di S.P.I.P. .

Dal 09.05.05, giorno in cui il Presidente di S.P.I.P. Nando Calestani annuncia la volontà di procedere all’ampliamento dell’area, al 27.05.08, data in cui la società REIG, entrata in scena come acquirente di terreni nel maggio ’05, viene definitivamente incorporata per fusione in S.P.I.P., l’intera area industriale passa attraverso una serie di compravendite tra vari soggetti (REIG S.r.l., Paolo Borettini, Duemme Servizi Fiduciari, per citarne alcuni) che ne fanno aumentare il valore in maniera esponenziale permettendo, a chi gestiva queste transizioni, di mettere le mani su cifre di utili notevoli. Basta un esempio su tutti: il 20.12.06 MIND RE Srl, società creata dall’immobiliarista Paolo Borettini per la compravendita dei terreni, stipula un compromesso registrato per acquistare 51.353 mq al prezzo di 1.746.00 euro (rogitato in data 18.07.07).

Il 29.12.06 MIND RE rivende lo stesso terreno con un contratto preliminare a 2.952.750 euro all’impresa Ghidini (rogito in data 20.07.07): il plusvalore acquisito nel giro di nove giorni è di 1.206.750 euro.

D’altra parte “chi doveva controllare e garantire che tutto si svolgesse in maniera regolare hanno preso pienamente parte al gioco dei soldi facili: gli amministratori di S.P.I.P. erano diventati erogatori di milioni presi a debito; il Comune, per consentire alla società di espandersi, emetteva le lettere di Patronage richieste dalle banche oltre a procurare le lettere necessarie per la trasformazione dei lotti da aree verdi a aree industriali; le banche, dopo l’erogazione di mutui e finanziamenti per importi di gran lunga superiori ai valori dei terreni, accettavano le lettere di Patronage emesse dal Comune, sebbene spesso non risultassero deliberate dal Consiglio Comunale e raramente fossero firmate dal sindaco, che nella maggior parte dei casi erano di contenuto generico e sottoscritte da funzionari al di fuori di simili deleghe.

Un sistema che ha consentito a chi lo ha messo in piedi, e a chi lo ha avallato, di arricchirsi con una certa disinvoltura sotto gli occhi di tutti e di far ricadere, adesso, l’onere di risanare i conti sulle spalle di chi, consapevolmente o meno, è stato ai margini. Questo debito pesa necessariamente sulle tasche dei parmigiani che si trovano a dover fare i conti con anni di cattiva gestione, con un sistema di arricchimento sguaiato e arbitrario, con una città, come ricorda qualcuno “in cui per tanto tempo ha regnato l’impunità”, al punto che in uno scambio epistolare tra l’ex Presidente Calestani e Paolo Borettini (entrambi indagati, insieme all’ex vicesindaco Buzzi), come riportato da Mariapia Ranza, membro di Audit, si giustifica l’aumento di prezzo dei terreni “perchè REIG sostiene i costi di impresa e non è detto che i terreni acquistati vengano inseriti negli accordi con S.P.I.P.”.

Adesso i nomi di alcuni dei colpevoli sono ben noti e “noi chiediamo che a pagare siano loro e solo loro: i vari Calestani. Borettini, Gandolfi e l’intero Consiglio di Amministrazione di S.P.I.P.. Noi vogliamo che a pagare sia chi il debito lo ha creato, perciò ci auguriamo che la nuova amministrazione non accetti la ricetta Ciclosi che, di fatto, impone ai cittadini di risanare i conti” (Quintavalla).

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