Published On: Mer, Ott 3rd, 2012

Trecasali e l’allevamento di 300mila galline: cittadini preoccupati

A Trecasali, in località “Campana Piccola”, sta per sorgere un allevamento avicolo. All’interno di due capannoni che conterranno 6 batterie di gabbie disposte su 10 piani, 300mila galline produrranno uova da consumo in “un confort ottimale” e consentendo “il più elevato controllo ambientale”: così, almeno, garantisce chi ha curato il progetto. Un progetto, presentato dalla Società Avicola Campana Piccola S.A.S. (già presente sul territorio comunale con un’attività di tipo suinicolo, l’Azienda Agricola Cà Bassa), che era stato bocciato dall’amministrazione locale il 23 dicembre 2009: la richiesta di rilascio di Permesso di Costruire in quell’occasione era infatti risultata incompatibile con le previsioni ed i contenuti del Piano Regolatore Generale. Ma nell’estate del 2012, nel bel mezzo del caldo torrido e – sostengono i maligni – della scarsa attenzione pubblica, al Prg sono state apportate delle modifiche: cambiamenti che hanno accolto le richieste avanzate dalla società in merito all’avvio delle procedure di variazione dello strumento urbanistico allora vigente.

Nella variante denominata “Luglio 2012”, infatti, per l’esattezza all’interno del punto 3 dell’articolo 23 sulle Norme Tecniche di Attuazione, (che regolamenta gli “edifici per allevamenti di tipo intensivo con annessi fabbricati di servizio nonché abitazioni per il personale necessario per la sorveglianza e manutenzione degli impianti”) è stata inserita la possibilità di realizzare “allevamenti intensivi di galline ovaiole progettati in ottemperanza agli standard di benessere animale previsti dalle normative vigenti”. E, sempre nella stessa variante, è stata modificata anche la parte riguardante le zone agricole di tutela idromorfologica (ovvero le aree adiacenti e in diretto contatto visivo con i corsi d’acqua e le aree in depressione) prevedendo “le misure ed opere compensative correlate agli interventi di cui al punto 3 del precedente art. 23 nelle aree specificatamente perimetrate nelle tavole di piano”.

Il terreno su cui si dovrebbe intervenire per la realizzazione dell’allevamento in questione, confina proprio con dei corsi d’acqua (il Canaletto del Vescovado a est e il Cavo Milanino ad ovest), ha una superficie complessiva pari 179.780 metri quadri e si trova in un’area classificata, per l’appunto, come “Zona a protezione Speciale” (ZPS IT 4020017 – Area delle Risorgive). La società che vorrebbe dar vita all’impianto, la già menzionata “Avicola Campana Piccola S.A.S”, è stata costituita il 21 ottobre 2010 e vanta due soci amministratori: il bresciano Osvaldo Filippini (socio amministratore della Azienda agricola Cà bassa, già attiva a Trecasali) e Gino Terzi, marito del sindaco di Colorno, Michela Canova.

Il 16 agosto scorso – in una Trecasali attanagliata dall’afa – sono stati depositati presso l’Amministrazione “gli elaborati tecnici relativi all’adozione della variante urbanistica al Piano Regolatore Generale” (Luglio 2012) inerente il progetto presentato dalla società in questione: un progetto che ha già compiuto il complesso iter burocratico nel corso del quale non sono stati ravvisati motivi di pregiudizio a norme igienico–sanitarie e di sicurezza ambientale. Tuttavia, i cittadini della zona preoccupati dall’impatto che l’allevamento potrebbe causare sulla qualità della loro vita, possono presentare entro il 15 ottobre le proprie osservazioni scritte presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Trecasali: avranno a disposizione poco tempo per farlo, ma, quantomeno, non saranno giorni dominati dal sudore e dalla distrazione.

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