Published On: Mer, Nov 28th, 2012

Cibi crudi e freschi per rimanere in salute

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di Elisa Cardinali

La maggior parte delle reazioni metaboliche che avvengono all’interno del nostro organismo, è resa possibile dalla presenza di “catalizzatori” detti enzimi che supportano processi come digestione, assimilazione, detossificazione e rigenerazione cellulare. Ci sono più di 5000 enzimi all’opera all’interno del nostro corpo, alcuni prodotti dai batteri dell’intestino, altri provenienti dall’esterno sottoforma di cibo. Per avere un corpo in salute è ovvio che bisogna evitare la diminuzione delle scorte di enzimi stimolando sia i batteri intestinali a produrne altri che cercando di consumare alimenti che ne contengono quantità elevate. Il segreto sta nel consumare cibi “vivi”. Se pensiamo per un attimo agli animali carnivori che vanno alla ricerca delle loro prede la parte che mangiano per prima sono gli organi interni, un vero e proprio scrigno di enzimi. Lo stesso fanno gli eschimesi che vivono al freddo e mangiano gli organi interni delle foche appena catturate. Non potendo mangiare carne o pesce crudo, per ovvi motivi di sicurezza igienica, quello che possiamo fare è privilegiare il più possibile il consumo di alimenti freschi e crudi: i preziosi enzimi vengono distrutti a temperature comprese tra i 50 e i 120 gradi centigradi, per cui più si cuoce il cibo e più si eliminano gli enzimi, così come l’ossidazione, cui vanno incontro gli alimenti che stanno tanto a contatto con l’aria, porta alla formazione di radicali liberi all’interno dell’organismo. La cottura poi distrugge facilmente anche le vitamine termolabili (prime tra tutte la vitamina C), alcuni amminoacidi essenziali e disperde i sali minerali nel liquido di cottura. I cibi alla nostra portata che contengono buone quantità di enzimi sono la frutta e la verdura crude: meglio quindi un colorato e ricco pinzimonio di stagione piuttosto che le verdure cotte al vapore o alla griglia, così come un frutto appena sbucciato che una macedonia lasciata in frigorifero qualche giorno. Anche la masticazione riveste un ruolo fondamentale per la conservazione degli enzimi: ogni boccone andrebbe masticato almeno 50-70 volte per essere digerito e assimilato nella maniera corretta. I residui di cibo che fermentano all’interno dell’intestino possono portare alla produzione di tossine che consumano grandi quantità di enzimi.
Infine anche il tipo di bevande e il momento in cui si beve influenzano la conservazione degli enzimi: caffé e alcolici la ostacolano, invece l’acqua la favorisce.
E’ importante però berla lontano dai pasti per evitare la diluizione degli enzimi digestivi.

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