Published On: Mer, Nov 14th, 2012

Davide e Golia, ovvero Trani contro le agenzie di rating

di Carlo D’Aprile

La controversia tra l’Italia e le agenzie di rating internazionali è al giro di boa. I procuratori del tribunale di Trani hanno presentato un atto giudiziario contro le due agenzie internazionali di rating Standard & Poor (S&P) e Fitch. Il procuratore capo Michele Ruggero ha annunciato oggi che sette manager di entrambe le società dovranno essere sottoposti a processo per presunta manipolazione del mercato e uso illecito di informazioni riservate, effettuato tramite “infondate” e “incaute” valutazioni.

Tra gli imputati ci sono due dipendenti e cinque manager, tra cui l’ex capo di S&P Deven Sharma. Le medesime accuse rivolte a Moody’s in un primo momento sono poi state fatte decadere. Un giudice per le indagini preliminari dovrà ora decidere se rinviare a giudizio tutti gli imputati.

La procura pugliese aveva messo sotto osservazione le agenzie di rating già a partire dal 2010, aprendo un’indagine formalmente nell’estate del 2011. Durante quei giorni difficili per il debito pubblico (e lo spread italiano) le agenzie avevano abbassato l’outlook a negativo per l’Italia. In queste operazioni di downgrading i magistrati avevano intravisto una palese violazione delle regole del mercato internazionale. Ad avvalorare la tesi il fatto che le minacce di crollo nelle valutazioni siano state fatte a contrattazioni ancora aperte. Le associazioni dei consumatori si erano subito lamentate circa l’impatto negativo che le relazioni delle agenzie avessero immediatamente avuto sui prezzi delle azioni.

Non meno importante, queste operazioni sono state anche in parte responsabili dell’escalation della crisi del debito in tutta la zona euro. Con i loro downgrading, il costo del finanziamento sul mercato non solo di paesi come l’Italia, ma di tutta l’Europa meridionale, è aumentato drammaticamente.

S&P ha subito ribadito, non appena la notizia è stata battuta dalle agenzie di stampa italiane, che le accuse sono del tutto prive di fondamento. Le tre agenzie hanno collaborato con gli inquirenti fin dall’inizio, ribadendo sempre la posizione che la valutazione della situazione economica e creditizia d’Italia è stato creata in modo indipendente e sulla base di criteri oggettivi.

È da ricordare come S&P non sia stata presa di mira solo dal tribunale pugliese. Una settimana fa, un tribunale di Sydney ha stabilito che l’agenzia dovrà risarcire alcuni investitori per danni pari a circa 30 milioni di dollari australiani. Gli investitori sono infatti stati guidati da giudizi fuorvianti circa delle obbligazioni definite erroneamente “junk” (spazzatura).

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette