Published On: Mer, Nov 28th, 2012

Le voci della protesta: studenti e insegnanti

Durante le proteste studentesche, abbiamo raccolto alcune voci tra coloro che erano presenti, gli studenti prima di tutto, poi gli insegnanti e l’opinione di Roberta Roberti, ex-candidata sindaco nelle passate Amministrative e docente nelle scuole superiori

STUDENTI

Lo slogan più ripetuto dai megafoni e dagli interventi degli studenti è: ci rubano il futuro e il diritto allo studio. Quasi un moto di orgoglio che uno degli studenti, spiega così: “Noi oggi siamo arrabbiati e la rabbia è importante perchè vuol dire dignità. In un momento in cui ci stanno privando di tutto, in cui l’uomo non è più al centro ma al suo posto ci sono gli interessi dei mercati e delle banche, essere arrabbiati è fondamentale. Noi oggi siamo qui a manifestare anche per chi non c’è, per chi non ha partecipato alla manifestazione, anche per quegli insegnanti che hanno ceduto ai sindacati e non sono in piazza con noi. La scuola negli anni ha perso 8 miliardi di fondi e circa 150 mila posti di lavoro, eppure ci sono soldi per sostenere e aumentare la spesa militare, per comprare nuovi caccia ma non ci sono fondi per la scuola”.

INSEGNANTI

Le insegnanti dell’Istituto comprensivo Albertelli Newton di Parma, sono le autrici del “bucato parlante” per sottolineare quanto la scuola sia ormai stesa. La voce è una ma si esprime per tutte: “ Siamo qui a manifestare per la dequalificazione che sta colpendo la scuola pubblica italiana. Abbiamo classi sovraffollate, tagli finanziari lineari, insegnanti che arrivano a novembre, è una situazione insostenibile per una realtà che ha già esigenze molto particolari. Noi ci ritroviamo con ragazzi stranieri, che naturalmente hanno determinate esigenze, o ragazzi disabili che vanno seguiti in un determinato modo e richiedono più attenzione, hanno esigenze particolari e non parlo solo degli studenti, ci sono anche le famiglie, che non sempre vivono condizioni facili. E’ un vero e proprio stato di emergenza per i lavoratori e per gli utenti, stanno tagliando tutto indiscriminatamente, noi ci rendiamo perfettamente conto del periodo di crisi ma così non solo non è giusto, ma non funziona. Meno offerta e meno qualità corrispondono a un servizio scolastico che non regge”.

ROBERTI: “STANNO UMILIANDO LA NOSTRA CATEGORIA”

Presente alla manifestazione, lato insegnanti, c’era l’ex candidata sindaco Roberta Roberti, docente di italiano e storia alle scuole superiori, dispiaciuta per la defezione dei sindacati che “così facendo stanno umiliando la nostra categoria riducendo la nostra protesta a una questione di aumenti economici. Anche dal lato degli insegnanti ci sarebbe voluta più partecipazione che avrebbe dimostrato un moto di orgoglio: non possiamo accettare che i soldi che ci stanno assicurando, previsti per gli scatti dei contratti, saranno presi dai fondi destinati alla scuola pubblica, che già non si regge. Significa tagliare, ulteriormente, e mettere da un’altra parte e questo non è accettabile; CGIL, scuola e Cobas hanno mantenuto lo sciopero e gli studenti sono fondamentali per una protesta che mira a riportare la scuola ai livelli previsti dalla Costituzione, che mira ad ottenere i giusti finanziamenti e che riconsideri il ruolo degli insegnanti, che si schiera contro la proposta di legge Aprea-Ghizzoni che limiterebbe la libertà di insegnamento, il diritto allo studio e gli spazi di democrazia delle scuole pubbliche. In tutto ciò si continua a finanziare gli istituti privati, la scuola pubblica è e deve continuare ad essere di tutti i cittadini”.

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