Published On: Ven, Nov 9th, 2012

L’EDITORIALE – Pizzarotti V…

di Marcello Valentino

Faccio una premessa su tutti i politici, indistintamente: una vergogna planetaria per il nostro Paese. Nessuno, dico nessuno, nel presente nel passato nel futuro, ha mai fatto ne fara’ qualcosa per il nostro Paese di cui andare fieri. E in cuor vostro, nel vostro cervello, cercate qualcosa e onestamente dite: questo l’ho fatto per il mio Paese, per il popolo italiano. Anche un anonimo impiegato che tutti i giorni fa il suo lavoro onestamente ha contribuito di più a portare avanti l’Italia: questa Italia che se solo fosse governata da impiegati onesti, dediti a fare il loro lavoro senza secondi fini, andrebbe avanti da sola. E invece, ora l’uno ora l’altro, squartano, spremono, dividono, rubano e insegnano solo ciò. E chiunque verrà continuerà a farlo sempre in modo più raffinato per la sola paura di essere scoperto. Ora facciamo il punto e ci troviamo qui.

Questa è la situazione. Pizzarotti è il vincitore ed è lui che meglio ha saputo portare la speranza nella gente di Parma, che stanca, stanchissima, offesa e delusa dal vecchio e marcio mondo politico esistente, ha voltato pagina. Una pagina nuova, bianca, da riempire. Un’occasione unica. Adesso io dico, degli impiegati ligi, ordinati, ma solo impiegati, impiegati coraggiosi, avrebbero cominciato a scrivere questa nuova pagina in modo impeccabile per non sgualcirla o macchiarla: che occasione! Dopo tutti i Pizzarotti-sorrisi, con denti bianchissimi, mi aspettavo altrettanto candore, idee e coraggio. Uno stacco e uno scatto da centometrista vincitore perché dietro non si intravedesse più nessuno.

Mi ero illuso di un Pizzarotti V… o chi per lui che fosse in grado di… ma vede solo impiegati, nuovi impiegati che svolgono il loro lavoro. Come lo svolgono è sotto gli occhi di tutti. Non capisco più chi li guida, che ordini impartisce e perché. Ma se questi dovevano essere i rivoluzionari che tutto dovevano far saltare i “grillini”. mi ero illuso. Perché? In campagna, dove vivo, sono circondato da coccinelle, lucciole, cavallette ma anche grilli. Tanti grilli che quando capitano in casa saltano in continuazione. Sono inarrendevoli. Sbattono contro i vetri, si rialzano e di nuovo finché non trovano un varco per uscire. Finché non raggiungono il loro scopo: la libertà. Forse erano questi i grilli che io sognavo al Palazzo. E invece, ahimè, i Pizzarotti V… bisognerebbe apostrofarli con altre V con significati diversi, ma lascio a voi il compito di apostrofarli con la V che volete.

Io spero ancora e ancora, anche se invano, perché per fare quello che sogno io, più che le V… bisogna avere le P… Se poi si parla di Di Pietro presidente e Grillo primo ministro, è meglio avere un impiegato onesto senza grilli per la testa. Benedetta V…a cosa servi? Ecco alcuni esempi di parole che cominciano per V: Villani, poltrona. Verita,’ambigua. Vittoria, di pirro. Volta, Gabbana. Venduto,a chi? Vigliacco,senza p.vino,ubriaco via e così discorrendo.

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