Published On: Ven, Nov 9th, 2012

Quando voteremo?

di Marco Mirabile

Lo scenario sta cambiando radicalmente: il successo del Movimento 5 Stelle in Sicilia ha dimostrato che questo nuovo soggetto politico potrebbe facilmenteraggiungere il 25% dei consensi alle elezioni nazionali e l’idea che quello che finoa poco tempo fa era definito “il fronte dell’antipolitica” arrivi a segnare il passo in Parlamento spaventa un po’ tutti i partiti tradizionali. Le importanti novità che il M5S si propone di portare potrebbero in effetti penalizzare quei partiti che hanno finora sostenuto le misure di austerity attuate dall’esecutivo. Da queste premesse nasce la proposta formulata dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, e rilanciata dopo il venerdì nero del Governo, battuto per tre volte alla Camera sul dl relativo ai costi della politica, che ha incontrato l’approvazione del segretario della Lega Nord Roberto Maroni e del segretario del Pdl Angelino Alfano.

E pensare che a fine giugno era stato proprio Casini a gettare acqua sul fuoco perché non avessero luogo le elezioni anticipate: “sarebbero il segno preoccupante di un’Italia che smarrisce la sua strada”, diceva. Napolitano ha fatto chiaramente intendere che, salvo impedimenti plausibili, il Governo dovrebbe portare a termine la legislatura e in questo caso le elezioni ad aprile andranno a coincidere con la scadenza del suo stesso mandato, in modo daavere il nuovo Parlamento e l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica entro maggio. I no di Napolitano all’eventualità di chiudere in anticipo la legislatura e accorpare le elezioni politiche alle regionali di Lazio e Lombardia che dovrebbero tenersi a febbraio ha gelato quindi le aspettative di quelle personalità politiche che avevano cominciato a sperarci.“A proposito di certe indiscrezioni di stampa – si legge in una nota emessa dal Colle– negli ambienti del Quirinale non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili”. Inoltre è noto come Napolitano abbia sempre insistito sul fatto che non si possono avere elezioni senza una nuova legge elettorale, quella legge che andrà a modificare sensibilmente l’entità complessiva dell’astensionismo e consentirà una valutazione consapevole e non aprioristica dell’incidenza reale dei nascenti movimenti politici.

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