Published On: Mer, Nov 28th, 2012

Scuola: tagli al futuro

di Brunella Arena

Qualche ora prima che Monti al programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa” dicesse, con un certo sconcerto e senso di incomprensione, la sua sugli insegnanti che “non vogliono fare due ore in più a settimana”, nella piazze di tutta Italia studenti e insegnanti manifestavano contro i tagli lineari (leggi: con l’accetta) al mondo della scuola, contro l’aumento dell’orario, appunto, contro le classi sempre più numerose, contro la mancanza di un servizio fondamentale come quello degli insegnanti di sostegno, ridotti all’osso se non assenti, contro stipendi bloccati da anni, contro un futuro che, per togliersi dall’incertezza del “c’è non c’è” è diventato un miraggio. La lista dei “contro” potrebbe allungarsi a dismisura, ma basta molto meno per comprenderne al suo interno uno grande quanto i sindacati che, all’ultimo minuto, hanno fatto marcia indietro dalla manifestazione non accompagnando quelli che sono chiamati a tutelare. Fatta eccezione per la CGIL, gli altri sindacati erano assenti. Come il futuro.

Anche a Parma, dopo lo sciopero del 14 novembre scorso, studenti e insegnanti sono scesi in piazza metaforicamente accanto a quelli di Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Cagliari, dietro lo slogan: “Sotto questa maschera ci sono io!”, la maggior parte degli studenti infatti indossava una maschera con l’effigie del protagonista del film “V per Vendetta”, un’ulteriore attestazione di rivolta contro i poteri forti, contro le banche, contro chi crede di avere a che fare con maschere, appunto, e non persone. Sabato le maschere dimostravano un’identità forte e decisa ad andare avanti fin quando un ordine, che non sia quello dei più forti, venga ristabilito.

Non solo studenti delle scuole superiori, ma anche delle medie e universitari, si sono dati appuntamento in barriera Bixio per dare vita a un corteo, tra le 500 e le 600 unità, affatto violento o pericoloso, nonostante sia partito al grido di “Stay tuned, stay rebel”, che ha sfilato in viale Maria Luigia, fermandosi sotto le scuole il tempo necessario agli studenti di intonare due o tre cori di protesta verso i compagni che, non prendendo parte alla manifestazione, erano in classe. Anche gli insegnanti hanno manifestato a modo loro, in maniera ancora più pacifica ma decisa, come le docenti dell’Istituto Albertelli che hanno steso su un filo da bucato una serie di t-shirts con lo slogan “La scuola è stesa”. Gli studenti, tra interventi e cori, non hanno lasciato fuori nessuno: “I sindacati? Oggi sono nostri nemici anche loro perchè non sono qui a manifestare con noi”. Gli studenti chiedono di avere indietro il loro futuro, che può sembrare un paradosso, ma è la semplice conseguenza di non accettare più che siano altri a decidere, male per loro, a far ricadere sulle loro spalle le colpe dei padri, nel vero senso della parola: “ci stanno rubando il futuro e il diritto allo studio, ma anche quello a manifestare liberamente: abbiano contestato Clini, Monti e contestiamo tutti quelli che antepongono i diritti e i privilegi delle banche a quelli delle persone, ai nostri. E’ un atteggiamento illegittimo e devono essere cacciati.”

Sono ragazzi che protestano per i diritti “di tutti, non solo i nostri, è in ballo il nostro futuro come quello di tutti. Questa crisi non è nostra e non dobbiamo essere noi a pagarla e a farne le spese”.

Una posizione che, al di là dei ghigni di chi pensa che sia solo un altro motivo per saltare un giorno di scuola, coinvolge anche gli insegnanti, sempre più spesso chiamati a fare gli straordinari, non nel senso di ore lavorative (nonostante ci siano anche quelle) ma nel vero senso della parola: lavorare in condizioni sempre più estreme, senza incentivi, senza mezzi, con stipendi ridotti, per formare ragazzi che dovrebbero appropriarsi con iniziativa e intraprendenza di qualcosa che di fatto gli viene, o gli sarà, negato.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette