Published On: Mer, Nov 28th, 2012

Sport praticato dai disabili, futuro in crescita

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Il futuro della dimensione sportiva praticata dalle persone con disabilità? In crescitaLuca Pancalli ne è certo. Il presidente nazionale del Comitato italiano paralimpico e vice presidente del Coni l’ha ribadito con fermezza, oggi, alla terza “Conferenza provinciale dello sport disabile”, che si è tenuta nel pomeriggio a Palazzo Giordani di Parma. L’iniziativa, organizzata dalla Provincia,voleva innanzitutto fare il punto sullo sport praticato da disabili nel Parmense e in ambito nazionale, alla luce delle Paralimpiadi di Londra 2012 e in vista della riforma del Coni e anche del Comitato Italiano Paralimpico.

Molti sono infatti i cambiamenti strutturali che lo sport locale e nazionale dovrà affrontare, e le già fragili impalcature del settore disabili rischiano di cedere sotto il peso di ristrutturazioni e mancanza fondi.“Sull’onda dei risultati di Londra 2012, e non parlo solo di medaglie ma di visibilità, l’obiettivo è poter arrivare a un’unica grande famiglia dello sport italiano. Io credo che il grande successo dal punto di vista culturale sia questo. Era un sogno, ma ora è un traguardo possibile. Certo, bisogna lavorarci. E rispettare le identità. Come in ogni matrimonio che si rispetti, bisogna salvaguardare entrambe le parti: ma non posso che essere ottimista”, ha detto Luca Pancalli poco prima dell’incontro, nel corso del quale è stato intervistato dal giornalista Matteo Billi.

Questione di cultura, quindi. Una cultura che cresce: “Lo testimoniano da un lato l’aumento del numero dei praticanti e dall’altro una consapevolezza sempre maggiore sull’importanza del fatto che occorra rispondere in termini di pari opportunità: oggi questa consapevolezza è aumentata. Il salto culturale, quindi, si può e si deve fare”, ha aggiunto il presidente Cip. “Ho sempre sostenuto – ha detto poi rispondendo a Billi – che la ricaduta più importante di Londra 2012 sia stata la conquista della ventinovesima medaglia, che è rappresentata dalle migliaia di mail di ragazzi che ci hanno scritto per sapere come fare per iniziare l’attività sportiva”.Per la Provincia l’appuntamento di oggi è stato anche l’occasione per un bilancio di due anni di lavoro specifico sull’area sport disabili. Un lavoro che l’ente non potrà più portare avanti poiché com’è noto nel nuovo disegno istituzionale previsto dal governo le Province non mantengono competenze sullo sport.

“Quello del binomio tra sport e disabilità per la Provincia è stato un impegno costante, guidato dall’idea fondamentale di garantire un diritto – ha affermato il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli -. La cosa più importante è il passo avanti culturale che si è fatto e si sta facendo: Parma ha una tradizione rilevante in questo senso, noi abbiamo cercato di dare il nostro contributo. È un patrimonio che abbiamo costruito insieme e che non deve andare disperso”.“La presenza dello sport disabile nel nostro territorio è cresciuta in termini di forza: per numero di sport, numero di società, presenza nelle scuole, grande attenzione allo sport disabile a tutti i livelli. In questi due anni siamo riusciti a fare cose ottime, lavorando con le società e con tutte le realtà che nel territorio si occupano di disabilità: insieme abbiamo cercato di costruire strumenti, idee e percorsi utili al rafforzamento e alla crescita del movimento”, ha commentato il responsabile dell’Agenzia per lo sport della Provincia Walter Antonini.Anche quest’anno Anmic e Cip hanno premiato due atleti emergenti nelle discipline paralimpiche: Alessandro Strasser (atletica) e Davide Mora (nuoto).

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