“A midsummer (K)night’s dream” è il titolo significativo della mostra che, riprendendo il dramma di Shakespeare, con un gioco di parole, fornisce il significato intimo della ventina tra tele e grafiche esposte: “Sogno di un cavaliere di mezza estate”. Infatti Mellone, con intensi colori acrilici, guache e profonde tratteggiature a china nera, offre una versione personale dei personaggi della mitologia greca, della cavalleria medioevale e di donne leggendarie. Il forte simbolismo delle figure dell’artista, autodidatta, vuole porre all’attenzione dell’osservatore valori insiti in questi “eroi” d’altri tempi e che oggi sono di difficile riscontro, come la saggezza, la generosità e la lealtà. Le opere, che secondo l’autore trasportano nel sogno, se non nell’utopia, saranno in visione al pubblico fino al 13 gennaio2013, solo nei giorni feriali (dal lunedì al giovedì dalle ore 8.30 alle 18.30, il venerdì dalle ore 8.30 alle 17).

La mostra di A.G. Mellone è organizzata dalla Provincia di Parma, ha il patrocinio del prestigioso Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi (www.ugoguidi.it), conta come sponsor il cavalier Dante Renzini (che per il brindisi offrirà i suoi prodotti d’alta gastronomia umbra e i vini della Cantina-Museo Albea di Alberobello) e come media-partner il giornale online InformaCibo, diretto da Donato Troiano. All’inaugurazione, il 13 dicembre, Bruno Gambacorta, giornalista di RAI 2, presenterà il suo libro “Eat Parade”, tratto dalla omonima trasmissione televisiva e che racconta anche di alcuni protagonisti dell’eno-gastronomia di Parma, come lo chef Massimo Spigaroli, che saranno presenti in sala.

Il vice-presidente della Provincia di Parma, Pier Luigi Ferrari, che fa gli onori di casa, ha commentato così la mostra in apertura a Palazzo Giordani: «Nel cosmo pittorico di Antonio Giovanni Mellone l’approccio che ci accompagna, con un linguaggio evocativo di forti espressioni, di icastici gesti, di memorabili imprese richiede pronunciamenti, richiama emozioni, interroga la sfera del nostro essere; quel pianeta leggendario, antidoto alle precarietà del presente, rappresenta il segreto rifugio di chi reputa defatigante conquista una intimistica separatezza».

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