Published On: Mar, Dic 11th, 2012

L’Economia è Politica: la crisi dell’euro passa dall’Italia

di Carlo d’Aprile

Sul territorio italiano è di nuovo fermento: il primo ministro Mario Monti ha annunciato ufficialmente di aprire la crisi di governo subito dopo l’approvazione della legge di stabilità a causa di una “mancata fiducia” di uno dei partiti che fino al giorno prima lo sostenevano. Contemporaneamente il suo predecessore, Berlusconi, annuncia l’ennesima ridiscesa in campo.

Immediate sono state le reazioni in Italia, ma la notizia ha ovviamente fatto eco anche all’estero. E le conseguenze di questo annuncio non si sono fatte attendere.

Il capo del fondo di salvataggio dell’euro (ESM), Klaus Regling, teme che il nostro paese, già fortemente indebitato, potrebbe allontanarsi dall’austerità imposta dall’agenda Monti: “L’Italia ha attuato delle riforme importanti nell’ultimo anno e i mercati l’hanno finora premiata, ma hanno altresì risposto negativamente sugli attuali sviluppi politici” ha detto Regling al “Süddeutsche Zeitung”.

Per l’Italia, come per l’intera Unione monetaria, è importante che il processo di riforma iniziato continuasse. Nella giornata di sabato il primo ministro Mario Monti, dopo una riunione di crisi con il capo dello Stato Giorgio Napolitano, ha annunciato le sue immediate dimissioni dopo l’approvazione del bilancio per il prossimo anno. Lo scioglimento delle Camere è quindi previsto prima di Natale.

Appena prima della bagarre parlamentare di giovedì, Berlusconi aveva confermato la sua intenzione di voler competere alle elezioni del 2013, che slittano quindi nel mese di febbraio.

Il Presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, e il membro del Comitato Esecutivo della BCE, Jörg Asmussen, hanno avvertito domenica che l’Italia indebitata non deve abbandonare le sue riforme. La recente calma relativa dei mercati finanziari non significa affatto che la terza più grande economia della zona euro abbia superato la crisi del debito, ha spiegato Barroso dalle colonne del quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Le prossime elezioni non devono essere una scusa per mettere in discussione l’indispensabilità di tali misure.

Asmussen ha espresso invece il suo grande disappunto per l’annuncio del ritiro di Monti, il cui governo ha fatto tanto in breve tempo. Secondo il membro della BCE, ha ritrovato la fiducia degli investitori verso l’Italia tramite il progressivo risanamento del suo bilancio. Chiunque governerà l’Italia, paese fondatore dell’Unione europea, dovrà continuare con la sua stessa serietà.

Gli analisti finanziari si aspettavano che solo l’annuncio delle sue dimissioni avrebbe aumentato il costo del debito pubblico in Italia, cosa che nella giornata di lunedì si è effettivamente verificata. Il rischio più grande è che Berlusconi non attui riforme strutturali ma ad personam, ha aggiunto.

Il ritorno di Berlusconi è considerato per gli analisti e politici internazionali letteralmente un disastro per le finanze italiane e l’economia europea.

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