Le attese, in realtà, non erano affatto delle migliori e la freddezza della statistica ha fotografato in maniera puntuale le preoccupanti condizioni del mercato del lavoro in questo paese.

L’Istat ha rilevato infatti il tasso più alto di disoccupazione in Italia da gennaio 2014: i senza lavoro superano la soglia dell’11% e raggiungono l’11,1, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 su base annua.

Guardando inoltre alle analisi di tipo trimestrale, il dato registrato sarebbe il più elevato addirittura dall’inizio del 1999.

A farne le spese sono soprattutto ed inevitabilmente i giovani: la disoccupazione giovanile, quella che riguarda i cittadini italiani tra i 15 e i 24 anni di età, sale ad ottobre al 36,5%: nella fascia d’età presa in esame le persone in cerca di occupazione sono 639mila, in rialzo dello 0,6% rispetto a settembre.

La crescita della disoccupazione colpisce, senza fare troppo distinzioni, tutto il territorio nazionale ed entrambi i generi: in oltre la metà dei casi si abbatte sugli under 35. Il forte aumento è dovuto inoltre, in almeno un caso su due alla perdita di un impiego precedente.

Complessivamente, i disoccupati aumentano del 3,3% rispetto a settembre e il loro numero si colloca a 2milioni 870mila unità.

Questi dati fanno il paio con l’ennesimo record che riguarda i precari: 2,9 milioni (2milioni e 447mila dipendenti a termine, 430mila collaboratori).

Guardando oltre i confini nazionali, nell’Eurozona esistono secondo l’Eurostat 18,7milioni di disoccupati (l’11,7%): +0.1% rispetto al mese precedente. Su base annua l’innalzamento della disoccupazione è stato pari ad un +1,3 punti (10,4% a ottobre 2011), colpendo 2,16 milioni di persone in più in 12 mesi. I livelli più alti vengono riscontrati in Spagna e Grecia – entrambi i Paesi si collocano sopra il 25% – dove la disoccupazione giovanile supera la drammatica soglia del 60%.

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