di Giorgia Fieni

Nel precedente articolo abbiamo citato l’umami e il non-sapore come quinto e sesto gusto percepibili dal palato. Dalla Washington University School of Medicine arriva anche il settimo: il grasso. Pare infatti che nelle papille gustative della lingua ci sia un recettore capace di distinguere dal resto le molecole lipidiche. Purtroppo però la proteina in grado di metabolizzarli ne influenza la percezione e dunque parrebbe che non ne dia mai il senso di sazietà.
Perciò potremmo quasi dire che non riusciamo a smettere di mangiare per un problema di comunicazione. Potremmo. Perché, anche se con un fondo di verità, suona molto come “bugia che racconto in giro per giustificare la mia incipiente pinguedine”. E va ascritta dunque alle 474 menzogne che le donne, secondo il Daily Mail, direbbero in un anno riguardo il cibo. Non mentite: è capitato di certo anche a voi di affermare, con piglio deciso: “Ne mangio solo uno ogni tanto”, “A pranzo ho mangiato solo un’insalata” oppure “Era solo una piccola porzione”. E non sentitevi in colpa per averlo fatto: sappiate che la rivista ha ascritto alla lista anche la bugia più comune fra attrici e top model: “Adoro la pasta e ne mangio in abbondanza” (che, se notate, è sempre pronunciata se a intervistarli è un giornalista italiano). La vera domanda però è: perché mentiamo? Raccontiamo menzogne perché dire la verità significherebbe ammettere che la “colpa” della pancia e dei glutei che si gonfiano è nostra e dei nostri peccati di gola. Del fatto che facciamo una colazione abbondante, come dicono i nutrizionisti, e poi a metà mattina sbocconcelliamo un pezzo di pane dal sacchetto; oppure del fatto che dopo cena, davanti al serial tv preferito che ci racconta lacrimevoli storie d’amore, ci coccoliamo con qualcosa di dolce. E la cioccolata, secondo il sito Melarossa, sembrerebbe proprio l’alimento su cui concentriamo la maggior parte delle nostre falsità: è sempre “un quadratino piccolo” (perché sappiamo che è la dose accettabile) a parole, mentre in realtà è una striscia intera di quadratini. A seguire, la ciambella, il citato pane, pasta, patatine e noccioline. Le dosi sono pericolose, non gli alimenti in se stessi. Ecco perché il tenere un diario preciso di tutto ciò che ingoiamo potrebbe essere la soluzione per sgarrare meno.

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