di Elisa Cardinali

Chi pratica uno sport ha esigenze nutrizionali diverse da chi fa una vita sedentaria. Ne deriva che la scelta qualitativa e quantitativa degli alimenti e il momento di somministrazione del cibo possono influenzare notevolmente la prestazione, il rendimento, la resistenza alla fatica nonché la possibilità di incrementare i carichi di lavoro. Una buona gestione dei carboidrati è fondamentale. In particolare, per assicurare un apporto costante di zuccheri nel torrente circolatorio, va privilegiata la somministrazione di carboidrati a basso indice glicemico 3-4 ore prima della gara. Questo permette di evitare fenomeni d’ipoglicemia reattiva conseguenti all’assunzione di alimenti come merendine e bibite dolci: subito ci si sente bene, ma finito l’effetto l’energia svanisce. Immediatamente dopo la prestazione, alimenti a maggior indice glicemico permettono invece di ripristinare le riserve di glicogeno epatico e muscolare. Anche l’assunzione di una certa quota di proteine dopo la prestazione è importante: stimola la sintesi proteica muscolare e contrasta la fase di catabolismo/degradazione dovuta all’esercizio. Questo è importante soprattutto per quegli atleti il cui obbiettivo principale è l’aumento della massa muscolare. L’attività sportiva crea nel corpo un ambiente acido che favorisce infortuni e tendiniti e che è possibile contrastare attraverso la somministrazione di alimenti alcalinizzanti come frutta e verdura, soprattutto cruda. A tale scopo può rivelarsi utile, negli atleti agonisti, l’assunzione, nei periodi di maggior carico, di bevande basiche a base di clorofilla, la linfa delle piante, ovvero uno degli alimenti più indicati per ripristinare il PH corporeo. Dal momento che l’attività fisica provoca temporaneamente anche uno stato d’infiammazione, l’assunzione giornaliera di omega 3 per lo sportivo è importante perché inibisce la produzione di citochine infiammatorie come l’interleuchina 6 e stimola quella di prostaglandine antinfiammatorie. Gli omega 3 inoltre, grazie al loro effetto vasodilatatore, migliorano l’afflusso di sangue ai muscoli e, agendo sulla serotonina, migliorano anche l’efficienza mentale degli atleti. E l’idratazione? Non va assolutamente trascurata: prima e durante la prestazione la bevanda deve essere facilmente assorbibile a livello intestinale ed avere un tempo breve di permanenza nello stomaco, come nel caso di bevande a base di fruttosio e maltodestrine. Dopo la prestazione invece il principale obbiettivo è ripristinare i minerali persi con il sudore, vale a dire sodio, cloro, potassio e magnesio.

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