di Carlo D’Aprile

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Con una maratona notturna dopo tre mesi di negoziati, i 27 paesi dell’Unione hanno raggiunto un accordo per la centralizzazione della vigilanza bancaria in tutta Europa. Il pacchetto, frutto di un duro compromesso, rappresenta un’importante cessione di sovranità e un tassello decisivo nell’integrazione della zona euro. É infatti uno degli step essenziali per poter dare una risposta forte contro la crisi del debito e il primo pilastro dell’Unione bancaria europea.

L’accordo raggiunto il 13 dicembre a Bruxelles istituisce un organismo di vigilanza bancaria, la cui gestione è sotto la responsabilità della Banca Centrale Europea, che vigilerà solo sugli Istituti cosiddetti “sistemici”, cioè le banche il cui andamento influisce a livello sistemico: in caso di insolvenza o crack, tali istituti trascinerebbero verso il basso tutto il sistema bancario europeo. Queste banche però hanno attivi superiori ai 30 miliardi di euro e rappresentano insieme circa il 20% del Pil dell’intera Eurozona. Gli istituti di credito che invece hanno quote di mercato inferiori rimarranno sotto il controllo della Banca centrale nazionale del Paese di appartenenza, anche se resta inteso che la BCE possa intervenire anche su queste, in caso di necessità. Per ogni singolo Paese rientreranno sotto la vigilanza della BCE i primi tre grandi istituti.
 Per permettere la separazione nella BCE delle funzioni di vigilanza e di politica monetaria è stato inoltre istituito uno “Stering Comitee”, un Comitato Guida, che preparerà il lavoro del Consiglio di Vigilanza.

Gli istituti interessati dal nuovo accordo saranno circa 200, mentre altri 5.800 resteranno sotto il controllo delle Banche centrali, anche se a Francoforte spetterà l’ultima parola in caso di problematiche interne.

Sono altre due le sfide che interessano l’UE in questo settore: un’agenzia per la liquidazione delle banche insolventi e un fondo di garanzia sui depositi bancari.

L’agenzia per la liquidazionegarantisce l’attivazione di un meccanismo di liquidazione in caso di fallimento di un istituto di credito. Considerando le dinamiche fra gli stati, è quanto mai improbabile che questo compito venga assegnato a un’authority competente europea, ossia un ente creato per questo scopo; probabilmente sarà la stessa BCE a svolgerne le funzioni. Questa agenzia però è uno dei tre passaggi fondamentali per la creazione di un sistema bancario unico in Europa.

Un ulteriore step è la creazione di un Fondo di garanzia sovrannazionale sui depositi bancari, ovvero si andrà verso la costituzione di un deposito di garanzia comune sovvenzionato dagli stati membri. Cori opposti sul tema minano il raggiungimento dell’accordo, discordanti tra quanti vorrebbero coordinare i depositi nazionali (che ricordiamolo esistono tuttora) e quanti, invece, mirano alla costituzione di un fondo unico. In Italia, per esempio, esiste un limite di copertura di 100.000 euro per ogni istituto che aderisce al Fondo interbancario di tutela dei depositi.

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