di Marcello Valentino

imbroglio

Si fa la guerra politica per metterlo nel culo agli italiani. In un momento come questo dove l’unità dovrebbe essere la parola d’ordine per tirare fuori l’Italia dal baratro, tutti i partiti politici si fanno la guerra. E gli italiani hanno la sola colpa di trovarsi in Italia, ma anche un’altra, quella di continuare a farsi sballottare di qua e di là da queste merdacce che pensano solo ai loro interessi. Nessuno lavora per cambiare le cose, se non a parole. Ma noi, noi il popolo bue, quelli che continuano a credere che gli asini volano, cosa facciamo? Attendiamo, come attendevamo ieri e l’altro ieri. E cosa è cambiato? Si urla, si sparano slogan, ci si iscrive al concorso a chi la spara più grossa e intanto gli italiani affogano, si suicidano, falliscono. I partiti sono lontani anni luce dai problemi reali del Paese perché sono troppo indaffarati ad occuparsi dei loro problemi, che non sono quelli della gente. Sono alla ricerca disperata del potere, del loro status, delle poltrone più remunerative. E agli italiani non gliene fotte un bel niente, per non dire un’altra cosa. Ma gli italiani sono proprio così coglioni, che in 65 anni non si sono mai accorti di nulla? O sono dei furbastri a cui va bene così? Ho ancora dei dubbi. Perché se fosse così, questo è davvero il Paese dei furbi, dove ognuno crede di essere più furbo dell’altro e allora pagate e godete. L’Italia è il Paese con il più alto numero di amministratori di condominio, non ci può scandalizzare se poi questi rubano. Se una cosa che si può fare in prima persona la fai fare a degli altri, è logico (non dovrebbe essere così) che alla lunga questi ti fottono. Un tempo questo avveniva più lentamente, oggi chi arriva lo fa alla velocità della luce. Una sveltina e via con il malloppo. Avete goduto? Loro sì. Gli italiani sono totalmente e follemente innamorati della politica: basta guardare i talk show. 

Tutti parlano solo di politica e non vedono l’ora di provare una nuova avventura, anche se quelle precedenti sono state il disastro che vedete. Via l’una, sotto l’altra. Ogni lasciata è persa, tanto basta una lavata ed è come se non fosse mai stata usata. Ammazza che chiavata. No, nonè proprio così. Non vi siete neanche accorti che è da un’altra parte che ce lo hanno messo e ce lo continueranno a mettere. Macché… indifferenza totale. Una prostituta per fare questo come minimo pretenderebbe un extra, noi no: noi li paghiamo. E allora, godete gente: la politica è tornata e per il prossimo mese c’è da godere a go go. Dopo non dite che non vi ho avvisati. 

Guardate Parma: è tutto apparentemente normale. Ha 850 milioni di debiti e più nessuno fiata. E’ bastato prendere in affitto un aereo carico di morfina, spruzzarlo sopra la città, cantare una bella ninna nanna, che tutti si sono messi a dormire. Sarà l’effetto inceneritori che dividendosi i compiti accerchiano e stritolano lentamente la città. A Rubbiano la Laterlite, a Felino la Citterio, e presto a Parma il mostro dei mostri. Si potrebbe coniare un grande slogan: Parma, la città dei veleni. Perché non fate un salto al Cornocchio e fate analizzare le falde acquifere e la terra? Avrete di che consolarvi. Si muore di cancro tutti i giorni, macchè niente. Ci si tocca e si fa spallucce. Per fortuna che non è toccato a me. E intanto il cancro avanza a pari passo con la politica, dove tutto ha la stessa trasparenza delle analisi fatte dall’Arpa. Solo che a Brescia, il sindaco ha fatto un’ordinanza dove vieta ai bambini di giocare nei parchi, obbliga gli abitanti a chiudere le finestre e a girare con una mascherina di protezione. E’ stata riscontrata una quantita di diossina enorme, fino a 25 centimetri sottoterra, oltre a tanti altri veleni (http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/Brochure.pdf?47e3a5). A Brescia hanno uno dei più grandi inceneritori d’Italia, di questo passo c’è solo da augurarsi di diventare immuni a veleni vari e speriamo anche a quelli della politica. Intanto andate a fare un giro: non si dice proprio così, ma credo che vi vada bene lo stesso. 

La Procura di Parma dopo 7 mesi ha messo agli arresti domiciliari, come certamente già saprete, l’ex sindaco di Parma Vignali, il consigliere regionale del Pdl e vicepresidente di Iren, Luigi Giuseppe Villani, l’ex presidente di Stt Andrea Costa e l’editore di Polis Angelino Buzzi. In più ci sono altri 20 indagati: ça va sans dire? Per me c’è la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma intanto i fatti sono questi.    

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