Disoccupazione: peggio di noi solo Ungheria e Grecia. Cresce anche il numero degli inattivi

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Il rapporto “Noi Italia”, realizzato dall’Istat, è impietoso e fotografa un paese che arranca e si dimena sotto i colpi della crisi economica che crea più disoccupati e giovani sfiduciati che non studiano e non cercano lavoro. Nel 2011, secondo i dati forniti dall’istituto statistico, ad avere un’occupazione è stato soltanto il 61,2% della popolazione tra i 20 e i 64 anni: soltanto uno 0,1% in più rispetto al 2010. L’Italia, in questo frangente, si colloca alle spalle di tutte le altre nazioni europee, tranne Ungheria e Grecia. Proseguendo, le donne occupate sono il 49,9% mentre la disoccupazione di lungo periodo, che tecnicamente si riferisce a quella che si estende da oltre un anno, ha interessato nel 2011 il 51,3% dei disoccupati italiani: il dato più alto negli ultimi 10 anni. Come già detto, a preoccupare è soprattutto il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni che sale al 37,8% contro il 28,8% della media continentale: l’Italia è seconda solamente a Malta. Le cifre sulla povertà non sono affatto migliori: nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’11,1%: il 13,6% dell’intera popolazione residente, per un totale di 8,2 milioni di individui. La povertà assoluta, invece, trascina il 5,2% delle famiglie: 3,4 milioni di persone. Fa il paio con la povertà il calo degli investimenti nella sanità: la spesa sanitaria pubblica è di circa 112miliardi di euro, di gran lunga inferiore a quella dei principali paesi dell’Ue: il 7,1% del Pil, ovvero 1.842euro per abitante. La spesa sanitaria delle famiglie, rappresenta al contrario l’1,8% del Pil nazionale ed ammonta a 909 euro per famiglia nel Mezzogiorno e a 1.163 euro nel Centro-Nord.

Calano leggermente gli abbandoni scolastici: fra i 18-24enni il 18,2% ha lasciato gli studi prima di conseguire il titolo di scuola media superiore, contro il 13,5% che caratterizza il dato europeo. L’incidenza maggiore di abbandoni si segnala in Sardegna e Sicilia, dove un quarto dei giovani non conclude il percorso di studi successivo alla licenza media. Tra i giovani stranieri, infine, l’abbandono scolastico raggiunge addirittura il 43,5%.

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