di Giorgia Fieni

cucina

Il mondo del food si è notevolmente ampliato: le contaminazioni con l’estero e internet permettono ormai di cucinare in ogni abitazione ricette da ogni dove. Capita così che nei libri si trovino abitualmente scritti dedicati ad hamburger, tortillas, tempura e preparazioni simili, riportati a fianco di lasagne, risotti e arrosti, come facessero ormai parte della nostra tradizione gastronomica. Il nuovo trend dei manuali di cucina infatti non risiede più nello scrivere una propria elaborazione dei classici, bensì nel proporsi come originali e nello specializzarsi.
L’originalità sta nel come il tema della cucina viene trattato: lo stile più famoso è quello di trasformare il cibo in un romanzo d’amore o in un viaggio all’interno dei propri ricordi. Ma c’è che si trincera dietro l’ironia (il presentare le ricette attraverso battute di spirito) o la tecnologia (usando il linguaggio di smartphone e social network). E chi approfitta della propria esperienza come giudice di un programma televisivo o come foodblogger o come professore di nutrizione o educazione alimentare o psicologia.
Menzione a parte ovviamente meritano i libri dedicati alle diete ed all’autoaiuto per perseguirle con costanza.
La specializzazione consiste invece nel trattare un argomento specifico: il cioccolato, lo zenzero, la cannella, lo zafferano, il gelato, la ristorazione, il vino, la cucina a vapore o al cartoccio, le polpette, le osterie, il finger food. Tutto è oggetto di approfondimento, perché non vogliamo più solo saper cucinare, ma saperlo fare con perizia.
Alcuni dei libri di cucina stupiscono infine perché sono ancora dedicati alle ricette regionali, e in questo momento storico sembra davvero anacronistico stabilire quali pietanze appartengono a chi, ora che siamo tutti cuochi, buongustai e gourmet. Eppure queste pubblicazioni hanno un enorme valore: ci collegano alla tradizione e fanno in modo che non si perda nel turbinio delle contaminazioni (alcuni però la rinnovano, variandola per chi ha problemi di intolleranza o, semplicemente, è vegeteriano). E la regalano ai posteri. Perché sappiano in cosa consiste la cucina italiana.

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