di Marco Santachiara

insetti

Scarafaggi. Poi cavallette, bruchi e magari vermi. Dalle bacheche dei collezionisti, gli insetti balzano sulla tavola. Secondo molti dietologi, scienziati ed esperti ambientali saranno queste creature il cibo del futuro. I loro meriti sono concentrati nell’alto valore nutrizionale e nella maggiore capacità di armonizzarsi con l’ambiente. Tra i sostenitori di questa teoria, un rapporto FAO, datato ma sempre valido. L’Organizzazione sostiene come alcune specie offrano una proporzione di proteine e grassi e valore energetico maggiore di alimenti convenzionali, come carne e pesce. Ad esempio, i bruchi: 100 grammi contengono proteine (53 grammi), ma anche carboidrati (17%) e grassi (15%), con un valore energetico di 430 kilocalorie. Come spiega il dottor Oonicx, dell’Università di Wageningen, oggi l’allevamento d’insetti è un’ipotesi, ma presto potrebbe divenire necessità, favorito dalla crescita del numero di umani e dalle difficoltà dei sistemi oggi impiegati.
In altre parole, “da quando la popolazione è in continua crescita sul nostro pianeta, e la quantità di terreno su di esso è limitata, un sistema più efficiente e più sostenibile di produzione alimentare si rende necessario. Ora, per la prima volta è stato dimostrato che vermi, ed eventualmente altri insetti commestibili, possono aiutare a raggiungere un tale sistema”.

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