Giuseppe Mussari

Era stato riconfermato alla guida dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, soltanto pochi mesi fa nonostante fosse stato ormai definito un banchiere senza banca. Adesso Giuseppe Mussari si è dimesso dalla presidenza, travolto dallo scandalo derivati che ha squassato quel Monte dei Paschi di Siena che aveva diretto consentendo la sottoscrizione di titoli tossici. Era riuscito a ricevere un secondo incarico anche se sulla sua testa incombevano tutte le perplessità legate all’affare Antonveneta. Un’operazione costatagli un avviso di garanzia e perquisizioni a casa e nello studio: Antonveneta, la banca fortissimamente voluta da Gianpiero Fiorani tramite la sua Popolare di Lodi, finita nel mirino della magistratura nell’ambito delle inchieste sui furbetti del quartierino, l’istituto nelle mani degli olandesi di Abn-Ambro e venduto poi agli spagnoli del Santander per 6,6 miliardi e, infine, acquistato da Mussari per 10,3 proprio all’alba dello scoppio della crisi di Lehman e dei mutui subprime. Nato a Catanzaro nel 1962, Mussari è arrivato a Siena dalla Calabria per studiare giurisprudenza, subendo immediatamente il fascino della politica avvicinandosi al Pci-Pds per diventare in seguito, nel 2011, presidente della Fondazione. L’ormai ex numero uno dell’Abi è stato un grande amante della finanza creativa. A testimoniare questa sconfinata passione intervengono le operazioni Alexandria, Santorini, Nota Italia, realizzate per dare al bilancio delle sembianze di accettabilità. Una pagina che si è conclusa con l’arrivo di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola e la conseguente richiesta di 3,9 miliardi di aiuti al governo Monti, 500 milioni dei quali proprio per tentare una cura di disintossicazione dai derivati. Tuttavia, nella lettera con la quale ha comunicato le proprie dimissioni, Mussari si dichiara assolutamente innocente, sostenendo di aver sempre operato nel rispetto della legge. Un passo indietro, il suo, motivato soltanto dal desiderio di “non creare nocumento” all’Abi. In attesa che l’associazione nomini il suo successore, dietro la porta dell’ex presidente si sono intanto presentati i magistrati e, forse, anche lo spettro di una possibile azione di responsabilità nei suoi confronti da parte di Monte dei Paschi di Siena.

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