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di Marcello Valentino

Quello che mi fa incazzare in questa città, piccola, provinciale e meschina, è il modo in cui viene trattata dai media ogni notizia scandalistica, vedi gli arresti di Vignali, Villani, Buzzi e Costa. Pagine e pagine di notizie, dettagli, foto, video: ogni possibile punto di vista per analizzare il più invisibile particolare. Ecco cos’è questa città, cosa sono i cittadini di Parma. Questo ne è lo specchio: tutta fuffa e nessuna sostanza.

A Parma, come ho già scritto in un altro editoriale, tutti tradiscono tutti, anche se la sera prima erano a cena insieme: vedi Giuda nell’ultima cena, oppure Giulio Cesare (“Anche tu, Bruto, figlio mio”). Ma questa città è ben di peggio e descriverla è molto complicato. Crack Parmalat, vendita della Cassa di Risparmio con tutto quello che è stato nascosto, fallimento della Banca del Monte di cui nessuno si occupa più (nessun indagato, nessun colpevole): questa è Parma. Tutti dormon, doveva essere il titolo di una famosa opera di Verdi, solo la stampa per interesse si scatena e chi prima era un angioletto subito diventa un diavolo. Che motivo c’era di invitare le tv, i giornali e quant’altro agli arresti degli indagati? Arresti peraltro domiciliari.

Ma arresti sono, anche se poi magari si riveleranno privi di fondamento. E poi perché dopo 7 mesi, dico 7 mesi? Forse nel contempo si cercavano altre prove. Non credo nella giustizia italiana, tantomeno in quella di Parma, non credo nella giustizia in generale perché chi giudica non appartiene ad una casta superpartes, perché i giudici sono uomini e gli uomini sono solo uomini. E gli uomini, perché uomini, non sono giusti a prescindere. Si fa sempre l’interesse di qualcuno o di qualcosa e sfido qualsiasi giudice di fronte alla morte a confessarsi e dire tutta la verità, pena la propria vita. Anche di fronte a questa eventualità qualcuno mentirà e pur di non dire la verità si suiciderà come i kamikaze che si immolano per fanatismo.

Questo mio editoriale a qualcuno potrà apparire un po’ fantasioso, ma vi posso garantire, per esperienza personale, che è molto peggio la realtà: ma questo ve lo racconterò in un’altra occasione, fra non molto. Sto aspettando che la giustizia faccia il suo corso, poi ve ne parlerò. Ora torniamo a questa meschina città, tutta lustrini e tappeti sotto cui nascondere la polvere e non solo quella, dove un sistema  affaristico mafioso invisibile vive e prospera senza nessuna interruzione da anni e nessuno fa veramente qualcosa per sgominare questa cupola, una cupola invisibile che sovrasta tutto. Sono solo i pesci piccoli, come quelli menzionati sopra, che ne pagano le conseguenze. Quelli là in basso che sono lì per fare da tirapiedi, portaborse, prestanomi e quello che si è verificato in questi giorni ne è un piccolo esempio.

I parmigiani, tutti i parmigiani, fra una settimana al massimo, finita la sbornia di lettura della Gazzetta e di qualche altro giornaletto invisibile, ma ormai ne rimangono ben pochi, ritorneranno a sonnecchiare come sempre, disinteressandosi completamente a quello che è successo. E, se prossimamente gli arrestati saranno riconosciuti innocenti, questo non interesserà più a nessuno. Nessuna telecamera, né roboanti notizie saranno date, perché quello che verrà, alla gente di Parma non interesserà più un fico secco. Come non le interessa più degli 850 milioni di debiti che ha il Comune: è un problema di Pizzarotti e soci. E Parma, la puttana Parma, (la “cupolosa”) penserà a come fare altri soldi, prostituendosi da un’altra parte, trasformandosi ed inventandosi come ha già fatto in tempi passati. Tutto passa tutto si dimentica, Parma ha la memoria corta, cortissima: non si ricorda neanche più di quello che ha appena letto.  

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