Intervento Geremia web
Aiutarono persone destinate alla deportazione a fuggire. In molti casi le nascosero, mettendo a rischio la propria vita per salvarne altre. E compirono molte altre azioni a favore di ebrei e perseguitati. Erano militi della Guardia di finanza: gente che dopo l’8 settembre 1943 disse no agli occupanti e alle persecuzioni in atto. Proprio ai militi della Guardia di finanza di Parma internati dopo l’8 settembre 1943 è stata dedicata la seduta congiunta dei consigli comunale e provinciale che si è tenuta oggi all’Auditorium del Carmine, in occasione della giornata della memoria 2013. Una cerimonia nella quale ogni anno tutto un territorio si raccoglie per ricordare la tragedia della Shoah e per gridare unito il suo “mai più”.
Tante le autorità presenti. Oltre a consigli e giunte di Provincia e Comune c’erano il prefetto Luigi Viana, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il comandante della Guardia di Finanza Guido Maria Geremia, la presidente dell’Agenzia legislativa regionale Palma Costi, il presidente della comunità ebraica di Parma Giorgio Yehuda Giavarini, parlamentari, consiglieri regionali e tante altre personalità.
La cerimonia, aperta dal direttore del Conservatorio “Boito” Roberto Cappello, è stata inframmezzata da una breve esibizione di Riccardo Joshua Moretti al piano e di Carlo Ferrarini al flauto.
“È una ricorrenza che ci consente di celebrare la giornata della memoria in maniera solenne e dando un contributo alla nostra comunità”, ha detto in apertura il presidente del Consiglio provinciale Mario De Blasi. “Una ricorrenza che con spirito sacrale sa unire la sofferenza con il ricordo”, ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale di Parma Marco Vagnozzi.
Per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti “la giornata della memoria non può essere solo un passaggio istituzionale ma deve servire ad attualizzare concetti che dobbiamo fare nostri ogni giorno”“Un buon uso della memoria – ha aggiunto – non deve limitarsi al ricordo del passato ma spingerci ad agire nel presente, per una causa giusta”.
Per il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli la memoria, e la giornata, sono importanti “perché viviamo in una condizione in cui non sono scomparse le voci che negano l’Olocausto, e ancora oggi ci sono associazioni e realtà in cui si discute dei testi di Hitler. C’è dunque la necessità che la memoria non venga lasciata a se stessa, e che si comprenda ciò che è accaduto perché la frase “non succeda mai più” non sia un auspicio vuoto”, ha detto Bernazzoli, che ha ricordato le tante minacce vive e presenti anche nel mondo d’oggi e ha citato come attualissimo il messaggio di Giacomo Ulivi: “un invito a impegnarsi, a non essere indifferenti: superare l’indifferenza e l’egoismo per il bene comune. La partecipazione e l’impegno sono il deterrente più forte, come il richiamo alla responsabilità individuale, personale, per il bene comune”.
Il tema della giornata, i militi della Guardia di finanza internati nei campi dopo l’8 settembre, è stato introdotto dal comandante della Guardia di Finanza di Parma Guido Maria Geremia, che ha sottolineato come la Gdfabbia “istituzionalizzato questa giornata e avviato un programma di ricerche  storiche sul tema”, ricordando poi l’impegno di tanti finanzieri: da coloro che si distinsero per azioni a favore di ebrei e perseguitati a coloro che aiutarono a nascondere gli ebrei, a coloro che fecero fuggire centinaia di persone destinate alla deportazione. “All’eroismo di queste persone – ha detto Geremia – dobbiamo guardare e riflettere per impedire che né oggi né mai si verifichino altre Shoah”.
Sono stati poi Tommaso Ferrari e Michela Cerocchi dell’Isrec a tracciare brevi profili e a ricostruire le vicende dei militi della Guardia di Finanza di Parma internati nei campi. In chiusura sono intervenuti quattro studenti (Carlo Bardiani del liceo scientifico Marconi, Virginia Cremonini eGiorgia Fornari del liceo classico Romagnosi, Tania Galante dell’Isiss Giordani) che nel 2012 hanno partecipato al “viaggio della memoria” a Dachau organizzato dall’Isrec, riportando le impressioni di quell’esperienza e raccontando cosa ha lasciato in loro.
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