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Una mostra a Castel Sant’Angelo omaggia il Cammino di Pietro nell’ambito di quell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI in coincidenza del 50esimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II (e del 20esimo dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica).

Sul red carpet all’ombra della Mole Adriana, in occasione dell’inaugurazione, è un tripudio di ministri e porporati, tonache e feluche, reverenze ed eccellenze.  Mentre il ministro Ornaghi pontifica  sulla «riscoperta del legame tra sacro e bellezza», il card. Tarcisio Bertone richiama «un’alleanza forte tra credenti e non credenti» senza cui «non può reggersi» né una democrazia, né l’intera società.

Fiducia reciproca, dunque, e condivisione dei valori fondati sulle istanze della ragione («la voglia di costruire e di ricostruire con coraggio, di lavorare con onestà e di provvedere al bisognoso, di amare, di generare figli e di sacrificarsi quando occorre»…).

Il segretario di Stato vaticano, dopo aver portato il «saluto speciale» di papa Benedetto XVI a don Alessio Geretti, curatore della mostra che raccoglie 40 opere (tra gli altri di Guercino, Brueghel, Vasari, De La Tour, Burnand) provenienti dai più importanti musei europei, ricorda che «la fede cristiana non è un freddo e arrogante possesso di verità» ma «la forza di riconoscere ad ogni essere umano una dignità inviolabile» e avverte i non credenti che «nella quotidiana fatica per l’edificazione di una società sana, il cristianesimo sarà sempre un alleato tenace e affidabile».

Quello del card. Bertone è un incoraggiamento all’impegno per il bene comune che, a poche settimane dalle elezioni, acquista anche un sottotesto “politico” che va nella direzione di un invito all’unità tra cattolici e laici. «Non c’è nessuna separazione», rimarca il repubblicano Giorgio La Malfa, «la convivenza tra valori religiosi e laici c’è stata in tutto il Dopoguerra e fa parte della nostra storia».

Sulle coppie omosessuali, l’ex segretario del PRI registra l’apertura di mons. Paglia sul riconoscimento di diritti patrimoniali e propone il «modello tedesco» per regolamentare le unioni civili. Quanto a Monti e alla vulgata che lo rappresenta come «il nuovo Ugo La Malfa» in un eventuale governo con un partito più forte del suo, l’ex ministro si limita ad un laconico «lasciamo che siano gli italiani a decidere» prima di iniziare il giro tra le sale dell’esposizione.
Nella processione di visitatori, insieme ai ministri Cancellieri e Severino, si incrocia lo sguardo di meraviglia del sottosegretario Polillo davanti alla “Vocazione apostolica degli apostoli Pietro e Andrea” di Camassei e il sorriso del gentiluomo di Sua Santità (e di Sua Emittenza), Gianni Letta accompagnato dalla moglie Maddalena.

«La Chiesa incoraggia l’amore per l’arte», sottolinea Bertone che esalta la narrazione dell’avventura dell’apostolo Pietro all’interno della mostra che potrebbe essere visitata anche da Benedetto XVI, benché non sia stata ancora fissata una data. «Quando si tratta di comunicare le verità più elevate, si deve lasciare il segno, con il migliore repertorio di mezzi, materie, gesti e parole a nostra disposizione». Chissà se in questo rientra anche il buffet finale con l’assalto (di rito) a formaggi e vini bianchi friulani e la rappresentazione plastica di una concordia ritrovata. Più che un quadro, un film: mangia, prega e vota.

Fonte: Dagospia

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