Published On: Lun, Feb 11th, 2013

Dall’Olio: “Caso Bagnacani, chiarezza o dimissioni”

Riceviamo e pubblichiamo:

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Un nuovo vicepresidente di Iren, polemiche immediate su un presunto conflitto d’interessi da chiarire al più presto e, soprattutto, un Pdl senza vergogna.

Partiamo proprio dal partito di Berlusconi: per bocca del consigliere Paolo Buzzi, dimentica la trave del conflitto d’interessi che ha messo in ginocchio il Paese, ma in compenso lancia sdegnate grida di dolore per il caso Bagnacani.

Riflettiamo un attimo: Buzzi. Ex vicesindaco, ex titolare della delega alle Società Partecipate che hanno spremuto Parma, pezzo da 90 di una Giunta di centrodestra che portò Vignali a nominare il ras del Pdl, Luigi Giuseppe Villani, alla vicepresidenza di Iren.

Del resto, se si nomina un medico ai vertici di una Multiutility di rilievo nazionale, è certo che non si avranno conflitti d’interesse di carattere professionale. Questo non ha escluso che ve ne fossero altri, imbarazzanti e di natura politica, come è emerso dalle vicende giudiziarie e dalle intercettazioni telefoniche.

Mentre nel Pdl nessuno fiatava, Villani ha percepito un doppio lauto stipendio, assommando all’emolumento di Iren quello di consigliere regionale. Un ruolo pubblico che ha onorato col record di assenze in Assemblea Legislativa. Non proprio il tipo di impegno che chiedevano a Villani i 10.834 cittadini che nel 2010 lovotarono.

Il caso Bagnacani: Pizzarotti dimostri il rispetto delle regole

Sul neo nominato Bagnacani possiamo dire che, rispetto a Villani, almeno ha le competenze tecniche adeguate al ruolo. Un punto di partenza che da solo, però, non può bastare senza una vera operazione trasparenza che tocca all’Amministrazione Pizzarotti. Apprendiamo infatti che Bagnacani è amministratore di alcune società che hanno fornito servizi ad Iren. Il Movimento 5 stelle non fa che lanciare slogan contro i conflitti di interrese di ogni tipo e per il rispetto rigoroso delle regole.

La nomina del nuovo vicepresidente doveva seguire lo stesso rigore, adeguandosi inoltre allo Statuto comunale e al Regolamento per le nomine nelle società partecipate, un atto adottato con voto unanime del Consiglio, ma la cui piena attuazione lascia a desiderare.

Data la crisi d’immagine di Iren dopo gli arresti recenti e per la tutela degli interessi di Parma, quello che chiediamo al primo cittadino sono coerenza, trasparenza e prove inconfutabili, in mancanza delle quali non esiteremo a chiedere le dimissioni del neo vicepresidente Iren, nel caso il conflitto di interessi non venisse risolto.

La vera sfida: il ruolo di Parma dentro ad Iren

Siccome il Pd è una forza riformista e di governo, capace di guardare oltre alla contingenza, più ancora dei possibili conflitti di interesse siamo preoccupati che Parma sia ben rappresentata nella nuova governance di Iren, mantenendo sul territorio funzioni e controllo gestionale. Esigenze che non troviamo nelle scelte della Giunta Pizzarotti, che ha nominato due persone collaterali al Movimento 5 Stelle e che non appartengono al nostro territorio: vigileremo perché gli interessi di Parma siano tutelati e perché queste nomine non siano le prove generali di una marginalizzazione, se non della fuoriuscita da Iren del Comune capoluogo, più volte ventilata dalla Giunta.

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