La Camera di Commercio ha presentato il rapporto congiunturale sull’economia parmense nel 2012: un documento dal quale si evince come la crisi non sia di fatto vicina all’arrestarsi.

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Anzi, Andrea Zanlari, aprendo il proprio internvento, ha ammesso: “siamo in crisi“. Secondo i dati raccolti, il Pil nel territorio parmense e in tutta l’Emilia Romagna ha subito un calo del 2,5%. Resiste invece l’export, anche se è visibile un sostanziale rallentamento rispetto al passato: nei primi 9 mesi del 2012 è stata infatti registrata una crescita del 2%, un trend comunque inferiore rispetto al periodo precedente.

A tenere sono i settori cardine dell’economia locale, come l’agroalimentare, il farmaceutico e il chimico, comparti che dipendono fortemente dalle esportazioni. Tuttavia l’agroalimentare desta qualche preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda le imprese che puntano sul mercato interno: sensibile, in questo caso la contrazione di  ordini e fatturato. Non conosce sosta, invece, la crisi dell’edilizia che lascia sul campo un altro 8%, male anche i comparti dell’industria e dell’artigianato. Scendono, infine, dello 0,8% i servizi e di circa l’1% il commercio. Per assistere ad un mutamento della situazione, qualcosa che possa assomigliare ad una timida crescita, occorrerà attendere il 2014, anno in cui le attuali stime fissano al +1% un’eventuale ripresa.

Lo scenario che include Parma è, dunque, tutt’altro che idilliaco: “Resiste l’agroalimentare, il farmaceutico, – ha sintetizzato Zanlari – arretra il resto. E’ la fotografia di un quadro drammatico. Ora più che mai è necessario fare squadra, ma la città ancora non lo sta facendo“. L’esponente di punta della Camera di Commercio si è inoltre scagliato contro “alcuni particolari” che sembrerebbero “avere sempre la meglio sull’interesse generale”: un giudizio che si affianca alla strigliata ai danni degli istituti di credito locali:  “Alcuni si impegnano, altri si distaccano, nascondendosi dietro a barriere”.

Zanlari ha anche sottolineato il sostegno che il proprio ente ha concesso a favore delle imprese: 4,4 milioni di euro e un nuovo bando per favorire assunzioni e stabilizzazioni. “Ma non bastano, servono misure macroeconomiche. Se ci ritroveremo senza un governo nazionale credibile il rischio è che la crisi peggiori. Se si uccide la mucca. cioè l’impresa,- conclude – il latte non c’è più“.

Il neosegretario della Cgil di Parma, Massimo Bussandri, ha così commentato il contenuto del rapporto congiunturale: “La recessione è purtroppo confermata, la crisi fino a oggi ci ha risparmiato gli aspetti più crudi grazie ai settori di eccellenza, ma registriamo anche noi, nell’alimentare, un calo degli ordini. I prossimi due anni saranno decisivi”. “E’ necessario – ha affermato – che tutte le forze economiche e istituzionali si raccolgano attorno a un tavolo per delineare una strategia di credito per garantire occupazione, anzi buona occupazione. Dobbiamo tornare a investire sulla centralità del lavoro”.

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